«Maltratta i suoi cani, intervenite»: ma la denuncia dell’ex era inventata

Sequestrati dai carabinieri i due chihuahua di un rapallese: ma stavano benissimo. Ora l'ex compagna deve rispondere di calunnia

«Maltratta i suoi cani, intervenite»: ma la denuncia dell’ex era inventata
Rapallo - Santa Margherita, 03 Giugno 2018 ore 10:16

Querela l’ex partner e la sua nuova compagna accusandoli di maltrattamenti nei confronti dei loro due amici a quattro zampe: ma era tutto inventato. Ora la attende un processo per calunnia.

Maltrattamento di animali: ma i cani stavano benissimo

La querela, poco più di un anno fa – febbraio 2017 – come riepiloga quest’oggi il Secolo XIX era stata presentata alla stazione dei Carabinieri di Santa Margherita Ligure da parte di una 55enne. Secondo la donna, i due chihuahua accuditi da una coppia rapallese – lui 54 anni, lei 56 – sarebbero stati tenuti in condizioni pietose, senza cibo, cure e basilari attenzioni. E così i militari dell’Arma, accompagnati da un veterinario, la sera stessa si erano presentati nell’abitazione della famiglia, per sequestrare i cani vittima di maltrattamento. Ma li avevano trovati comodamente a riposare su un divano in condizioni apparentemente perfette – se non, immaginiamo, forse un po’ confusi e spaventati dall’improvviso arrivo di tutti quegli sconosciuti in casa. I carabinieri avevano comunque proceduto, come da procedura di rito, al sequestro dei due chihuahua, restituendoli ai legittimi proprietari solo in seguito, quando anche le visite veterinarie ufficiali avevano accertato che le loro condizioni di salute risultavano essere ottime e non vi era il benché minimo segno di maltrattamenti.

Ma la storia non finisce qui, perché è in seguito apparsa evidente la probabile ragione dell’infondata querela: la ripicca. Già, perché la querelante altri non era che l’ex compagna del 54enne. Quando questi, con la sua nuova compagna, ha appreso la sua identità ha a sua volta sporto denuncia: ed ora, per decisione della Procura di Genova, per l’ex è stato richiesto il rinvio a giudizio per calunnia e la donna dovrà sostenere un processo. Sul cui banco dei testimoni ci auguriamo non debbano sedere i due già sin troppo sballottati cagnolini.

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