Manipolava i test delle urine: già condannato per la morte di un 17enne, spacciatore torna in carcere

A gennaio Sandoya era stato giudicato responsabile della morte per overdose di un giovanissimo connazionale, residente a Cicagna e calciatore nelle giovanili del Real Fieschi

Manipolava i test delle urine: già condannato per la morte di un 17enne, spacciatore torna in carcere
Cronaca 03 Dicembre 2017 ore 08:28

Affidato ai domiciliari ad una comunità di recupero, uno spacciatore 20enne manipolava i risultati degli esami di controllo: ora torna in carcere.

Lo spacciatore era stato riconosciuto responsabile della morte di un 17enne

Jesus Steven Avalos Sandoya, giovane ecuadoriano di 20 anni, stava scontando una pena di oltre 11 anni in una comunità del Levante per spaccio di droga, fra cui il metadone che aveva fornito all'ancor più giovane connazionale di 17 anni Wanderly Wilson Gualco Seminario: il ragazzo, che risiedeva a Cicagna e giocava nelle giovanili della squadra di calcio del 1999 Real Fieschi, per via di quel metadone era morto di overdose.

Sandoya stava scontando la pena in regime di libertà condizionata alla comunità, dipendente anche dal fatto che rimanesse "pulito": e per verificare ciò si doveva sottoporre a periodici esami delle urine. Test che tuttavia, è stato riscontrato, il 20enne aveva ripetutamente manipolato per sottrarsi al controllo terapeutico: i Carabinieri di Sestri Levante hanno dunque proceduto al nuovo arresto del giovane che ha così gettato via l'occasione che gli era stata concessa dalla clemente misura cautelare, ed ora è stato trasferito al carcere genovese di Marassi, dove dovrà continuare a scontare, senza più indulgenze, la sua lunga pena.