Maxi sequestro di 350 tonnellate di pasta turca “spacciata” per italiana

Il materiale sequestrato, truffaldino ma di per sé perfettamente sicuro, sarà devoluto in beneficenza attraverso gli enti caritatevoli

Maxi sequestro di 350 tonnellate di pasta turca “spacciata” per italiana
28 Settembre 2017 ore 17:05

Sequestro in dogana portuale a Genova di dodici container ricolmi di confezioni di pasta turca, con marchi “ingannevoli” ed atti a confondere il consumatore, apparendo prodotto di tradizione italiana.

350 tonnellate di pasta sequestrata dalla Guardia di Finanza

Il grano sarà pure turco, ma se la pasta reca sulle confezioni simboli italiani, è bene che questa sia effettivamente italiana. La Guardia di Finanza, nel corso dei controlli effettuati a difesa e tutela dei prodotti italiani, ha sequestrato a Genova, prima che venissero diffuse nel resto della Liguria e del mercato nazionale, oltre 350 tonnellate di pasta alimentare prodotta in Turchia, riportante indicazioni che avrebbero indotto in inganno il consumatore sulla reale provenienza dei prodotti.

La dicitura ‘Made in Turkey’, ad esempio, riportata sulle singole confezioni di pasta, risultava poco leggibile e soprattutto facilmente cancellabile mentre erano ben evidenti simboli grafici riferibili alla qualità ed alla tradizione del prodotto italiano in materia alimentare, sicuramente idonei a trarre in inganno i consumatori circa la vera origine della merce. Il quantitativo di merce individuato, pari a 12 container, è stato posto sotto sequestro preventivo da parte dell’Autorità Giudiziaria. Il sequestro è stato poi confermato dalla Cassazione che ha ritenuto che le indicazioni apposte sulle confezioni fossero fallaci ed idonee ad ingannare il consumatore sulla reale provenienza della merce e tali da integrare l’ipotesi penalmente rilevante prevista dal codice penale in materia di “vendita di prodotti industriali con segni mendaci”.

Il materiale sequestrato sarà devoluto in beneficenza

La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, tenuto conto del fatto che gli alimenti avevano ancora un buon margine temporale di utilizzabilità e considerati gli ingenti oneri connessi alla custodia e conservazione degli stessi, ha convenuto sull’opportunità di disporre la loro donazione ad enti caritativi, per un concreto aiuto ai più bisognosi. La disposizione della donazione permetterà alla Comunità di Sant’Egidio, di concerto con la Direzione Generale per la Cooperazione alla Sviluppo, di destinare tre container di pasta alimentare alle comunità più bisognose in El Salvador, sei in Perù e tre in Libia, facendo particolare attenzione alle fasce più a rischio: gli anziani ultra settantenni ed i bambini. Il trasporto dei container sarà finanziato dalla Cooperazione Italiana ed effettuato da UNHRD, il Network di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite, composto da 6 Basi, situate a Brindisi, Accra (Ghana), Dubai (Emirati Arabi Uniti), Las Palmas (Spagna), Kuala Lumpur (Malesia) e Panama City (Panama), capaci di inviare aiuti umanitari di primo soccorso ovunque nel mondo nell’arco di 24/48 ore. La movimentazione ed il riempimento dei container della merce donata sono stati possibili grazie anche alla fattiva collaborazione della Società Parodi SpA di Genova-Rivarolo che ha messo a disposizione uomini e mezzi.

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