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IL CASO

Miniere, stop ai permessi di ricerca

Rossella D’Acqui Presidente di Linea Condivisa chiede a nome dell’Associazione la sospensione di tutte queste concessioni per ricerche

Miniere, stop ai permessi di ricerca
Cronaca Valli ed entroterra, 13 Aprile 2021 ore 07:02

La Liguria è un territorio piccolo e fragile oltre che fortemente urbanizzato. La sua gestione richiederebbe cura e attenzione, una visione d’insieme attenta alla biodiversità per mettere al centro la qualità della vita e non interessi particolari e una visione basata solo sul profitto.

Dopo il caso Beigua, la società Energia Minerals (Italia) srl, controllata al 100% dall’australiana Alta Zinc ltd, ha presentato istanza per un permesso di ricerca di rame, piombo, manganese, zinco, argento, oro, cobalto, nickel e minerali associati in diversi siti delle Valli Graveglia, Gromolo, Petronio e Vara, per una superficie complessiva di circa ottomila ettari, inserita in un contesto dal rilevante valore paesaggistico e storico-archeologico, comprendente anche una porzione del Parco Regionale dell’Aveto e zone rientranti in Rete Natura 2000.

Questo territorio è un’area pregevole dal punto di vista ambientale, è orientato ormai da anni a uno sviluppo economico basato principalmente sull’accoglienza turistica, sulla ricettività, sull’enogastronomia e su una produzione agricola di prodotti tipici, con eccellenze riconosciute a livello internazionale.

Rossella D’Acqui Presidente di Linea Condivisa chiede a nome dell’Associazione la sospensione di tutte queste concessioni per ricerche che rappresentano il primo passo per l’ottenimento di concessioni estrattive vere e proprie rivolte ad un territorio già fragile e che non è ancora riuscito a sanare del tutto le ferite del passato.