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Mino Alessio, il medico artista che dipinge il mondo sommerso (anche) con le siringhe

Classe 1951, da sempre appassionato sub, tra tanti mari del mondo è innamorato del “mare nostrum”

Mino Alessio, il medico artista che dipinge il mondo sommerso (anche) con le siringhe
Chiavari - Lavagna, 08 Marzo 2019 ore 12:43

“Di mari ne ho visti in giro per il mondo, ma quello ligure ha un fascino tutto suo e per me rimarrà sempre il più bello e carico di significato”.

Abbiamo incontrato Giacomo “Mino” Alessio, classe 1951, da 38 anni medico generico di professione (il suo studio è in via Prandina), fotografo subacqueo per passione e artista. E’ tra i tigullini che ha esposto, di recente, ad Arte Genova, la mostra mercato di arte moderna e contemporanea quest’anno giunta alla 15esima edizione. Alla Fiera Mino ha mostrato alcuni dei suoi quadri che parlano della nostra terra e in particolare del nostro mare, dalle acciughe ai gamberi di Santa Margherita, sino ai pescherecci che rientrano a casa.

Nei suoi quadri le tinte sono cariche e i colori assai saturi e pastosi, quasi tridimensionali

“Uso diverse tecniche, mi piace sperimentare e non fossilizzarmi in un unico stile – confessa -, amo dare tridimensionalità anche utilizzando delle… siringhe. Da alcuni anni riproduco il mondo sommerso, un mio vecchio amore: quando frequentavo l’Università facevo il pescatore, sono sub da quando avevo 16 anni, ho avuto modo di ammirare il Mar Rosso, la Polinesia, i Caraibi. Eppure a vincere, alla fine, è il “mare nostrum”. I pesci tropicali sono allettanti, ma mi affascina di più quello umile e soprattutto “vivo”. Tra i miei miti c’è il grande esploratore Jacques Costeau”.

E si potrebbe definire un esploratore anche il dottor Mino, alla ricerca del tratto materico:

“Ho dipinto di tutto, dai volti ai paesaggi, dall’architettura alle scene di vita quotidiana sino all’eros, con tecniche diverse: gesso, acrilici, smalti, olio, foglia d’oro. Opere “sovramarine” e sottomarine, insomma: tra i miei pittori preferiti c’è Alessandro Papetti”.

Curioso anche il modo di concepire le cornici:

“Prediligo quelle essenziali e semplici, il più delle volte le realizzo io con materiale umile, anche marino, come il teak nelle barche. A Genova ho ricavato cornici da una scala per raccogliere le olive”.

Tante le esperienze in mare, non basterebbe un articolo per raccontarle: oltre ad aver nuotato in mezzo agli squali, tra i ricordi più particolari c’è quello della prima immersione nel mar Rosso.

“Ad un certo punto mi compare davanti un tonno di 200 kg, per me fu il battesimo dell’acqua nei mari tropicali. Rimasi estasiato da quell’esperienza a livello emotivo per giorni: ho il mare dentro, è un richiamo troppo forte”.

E i pazienti sanno di questa passione per l’arte?

“Certo, nel mio studio ci sono diversi quadri, che riproducono visi, luci, strade di notte, pesci, situazioni: il mare e l’arte sono dentro di me, da sempre. E’ il mio modo di vedere il mondo, sopra e sotto”.

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