Mondello: «Le mie bacheche erano regolari»

L’ex sindaco interviene per piazza della Libertà: arriva la replica del Comune commissariato

Mondello: «Le mie bacheche erano regolari»
Chiavari - Lavagna, 03 Marzo 2018 ore 11:16

Botta e risposta fra ex sindaco Mondello e la Commissione straordinaria che ha preso le redini del Comune sciolto per infiltrazioni malavitose.

«Non c’era nulla di abusivo. Mi sono adeguata anche se potrei benissimo fare ricorso al Tar»

Sulla vicenda delle bacheche di piazza della Libertà a Lavagna, fatte rimuovere dalla commissione che attualmente regge le sorti del Comune, interviene Gabriella Mondello. «Erano perfettamente conformi al piano dell’arredo urbano tuttora in vigore e il rinnovo della concessione si intendeva tacitamente rinnovato. Infatti i commissari hanno fatto un provvedimento ad hoc per dichiararne la decadenza ed impedirne il tacito rinnovo» garantisce l’ex sindaco di Lavagna per 24 anni e deputata per tre legislature, indagata nell’ambito dell’inchiesta “I Conti di Lavagna” con l’accusa di abuso d’ufficio e voto di scambio.

Secondo la professoressa di Bedonia, dunque, non c’era nulla di abusivo. «Mi sono adeguata – spiega ancora l’ex primo cittadino – anche se potrei benissimo fare ricorso al Tar. Per amore dei cittadini lavagnesi non desidero appesantire l’enorme importo per spese legali che già grava sul Comune di Lavagna,  per la resistenza ai numerosi ricorsi che molti cittadini si vedono costretti a presentare».

A dicembre il segretario generale Stefania Caviglia aveva scritto a partiti, movimenti politici e associazioni intimando la rimozione di tutte le bacheche. La commissione straordinaria aveva dichiarato la decadenza delle concessioni già rilasciate alle forze politiche presenti nei precedenti consigli comunali, per l’installazione di bacheche su suolo pubblico. Aveva poi sospeso fino alla elezione del prossimo consiglio, il rilascio di qualsiasi concessione per l’installazione di bacheche per scopi di comunicazione politica sul suolo pubblico.

La replica del Comune commissariato

In risposta alle dichiarazioni della Mondello, la Commissione straordinaria che regge le sorti del Comune dopo lo scioglimento della giunta per 'ndrangheta scrive sulla stampa locale con toni piuttosto sarcastici, prendendo «atto dell’amore dichiarato dalla sig.ra Gabriella Mondello nei confronti dei cittadini lavagnesi, e intende in particolare ringraziare l’ex sindaco per la sua attenzione a “…. non appesantire l’enorme importo per spese legali che già grava sul Comune di Lavagna per la resistenza ai numerosi ricorsi che molti cittadini si vedono costretti a presentare…”».

Al riguardo la Commissione precisa «che la maggior parte delle spese legali che attualmente vengono sostenute si riferiscono a contenziosi legati all’operato delle precedenti amministrazioni. In particolare, il Comune di Lavagna deve difendersi in procedimenti avviati negli anni ’90,  tra cui quelli relativi agli espropri legati all’edificazione di alloggi di edilizia convenzionata in Via Tedisio (Comparto 5) e per i quali il Comune deve ancora risarcire quasi un milione di euro; ovvero quelli relativi al mancato pagamento di onorari per consulenze e patrocini legali affidati a partire dagli anni ’80 a seguire (oltre 160 mila euro). Ulteriori cause sono legate alla gestione della convenzione urbanistica annessa al Porto di Lavagna sottoscritta dal Comune nel 1983; al risarcimento danni per infiltrazioni nella sovra piastra portuale risalente alla fine degli anni ’80; alla stipula del protocollo di intesa sottoscritto con la Porto di Lavagna nel 2007». Ma non solo: «La Commissione sta, altresì, sostenendo spese legali per la doverosa difesa in giudizio nei ricorsi relativi al nuovo appalto dei rifiuti (ricorso finora vittorioso per il Comune), all’abusivismo commerciale e a quello edilizio (per tutti si ricorda la vicenda della veranda Ostigoni)».

Insomma, la Commissione non è un soggetto politico, ma all'ex sindaco protagonista dello scandalo giudiziario che ha portato al commissariamento del Comune di certo non la manda a dire. E, in conclusione di replica, precisa che «i provvedimenti di rimozione sono stati adottati nel rispetto delle regole, in ottemperanza alle disposizioni che regolano l’arredo urbano, il suolo pubblico e l’installazione di bacheche».