“Dovevano avvertirmi subito: la mia presenza in quegli istanti in cui Andrea era ancora vigile in acqua sarebbe stata decisiva”. Sono le parole cariche di dolore di Monica Stagnaro, madre di Andrea De Mattei, il quattordicenne che nel gennaio 2023 perse la vita per ipotermia dopo due giorni di agonia, a seguito di un tragico incidente in canoa nel fiume Entella, a Chiavari. Ieri, mercoledì 18 marzo, la donna ha rilasciato la sua deposizione in aula nel corso del processo che vede imputati sei vigili del fuoco e due istruttori della società sportiva presso la quale il giovane si allenava.
Ripercorsi i drammatici momenti di quel pomeriggio
Assistita dal legale Rachele De Stefanis, la madre ha ripercorso i drammatici momenti di quel pomeriggio: si trovava all’allenamento di calcio della figlia minore quando è stata contattata da uno degli istruttori. In quel momento, però, Andrea era già bloccato tra le acque da ben 45 minuti.
“Sono arrivata che lo avevano appena portato a riva, era già privo di sensi e stavano tentando di rianimarlo”, ha raccontato con amarezza.
Dalle parole della donna emerge anche un retroscena sul rapporto tra Andrea e la canoa. Il ragazzo, che praticava lo sport dal 2021 principalmente in mare, aveva avuto un precedente segnale di paura: durante una gara fluviale avvenuta qualche mese prima dell’incidente, era rimasto incastrato contro un argine. Sebbene soccorso immediatamente, quell’episodio lo aveva scosso al punto da fargli desiderare di abbandonare la disciplina.
“Fui io a spronarlo a non mollare”, ha ammesso la madre, spiegando come il legame con i compagni di squadra lo avesse poi convinto a tornare in barca con entusiasmo.
Un trauma, quello della perdita del figlio, che ha segnato profondamente anche la vita lavorativa di Monica Stagnaro. Di professione educatrice, la donna ha confessato davanti alla corte di non sentirsi più emotivamente e professionalmente in grado di svolgere il proprio mestiere dopo quanto accaduto.