Cronaca
il caso

Morte di Camilla Canepa, Italexit accusa l'ospedale di Lavagna

"Perché l'ospedale di Lavagna ha omesso l'avvenuta vaccinazione nella cartella clinica della ragazza? Sudditanza verso un'esponente di Big Pharma?" si chiede il circolo Italexit di Genova

Morte di Camilla Canepa, Italexit accusa l'ospedale di Lavagna
Cronaca Chiavari - Lavagna, 22 Dicembre 2021 ore 16:28

La drammatica vicenda di Camilla Canepa, la ragazza diciottenne di Sestri Levante morta per trombosi cerebrale il 10 giugno scorso, va incontro a nuovi sviluppi.

"Morte assurda ed evitabile"

Il Circolo provinciale di Genova di Italexit, nell'esprimere solidarietà alla famiglia per il calvario al quale è sottoposta da mesi, chiede alla Procura di Genova di continuare senza indugi nella ricerca delle responsabilità di un decesso "tanto assurdo quanto evitabile": "La relazione depositata dal medico legale e dall'ematologo - scrivono i responsabili - indicava come causa della morte della giovane un “effetto avverso da somministrazione del vaccino anti Covid”. Nei giorni scorsi è trapelata la notizia che la Procura di Genova potrebbe indagare anche per omissione in atti d'ufficio: al momento del primo ricovero della ragazza, vaccinata il 25 maggio e ricoverata a Lavagna il 3 giugno, l'avvenuta vaccinazione con AstraZeneca non fu riportata. Se ciò fosse avvenuto, tenuto conto degli esiti della perizia, le cose sarebbero potute andare diversamente, evitando un tragico destino a una ragazza sana e piena di vita? Ricordiamo che Camilla finì in ospedale ben due volte: la prima nella già riportata data del 3 giugno, la seconda a distanza di due giorni, in condizioni disperate a causa di una trombosi al seno cavernoso, che la porterà via ai suoi affetti il giorno 10".

"Sudditanza verso Big Pharma?"

Italexit lancia accuse nei confronti del nosocomio che per primo ha avuto in cura la giovane poi deceduta: "Perché l'ospedale di Lavagna ha omesso l'avvenuta vaccinazione nella cartella clinica della ragazza? C'è stata sudditanza verso un'esponente di Big Pharma?
Un altro dettaglio della vicenda suona particolarmente sinistro: dopo la tragedia di Camilla, il siero di AstraZeneca fu espressamente sconsigliato alle “giovani donne”. L'avvocato della famiglia, Angelo Paone, ha ricordato però come «la problematica delle controindicazioni su quella fascia di età erano state già evidenziate nel verbale numero 17 del Comitato Tecnico Scientifico, che diceva come fosse sconsigliato per le persone sotto i 60 anni".

False voci

"E' possibile inoculare un farmaco sperimentale - si chiede Italexit - a una giovane con tale criminale leggerezza? Per un dato periodo, fino alla perizia dei medici incaricati dal p.m., si disse che Camilla avrebbe sofferto di patologie pregresse che la costringevano a assumere farmaci. Una squallida millanteria, alla quale rispose per le rime, dopo la pubblicazione della perizia, la sorella di Camilla, Beatrice: «Poi non è una novità che mia sorella fosse sana. Lo sapevamo tutti. Da sempre. E Dio solo sa quanto male faceva, nella drammaticità del lutto che da giugno ha cambiato per sempre le nostre vite, leggere continuamente di presunte malattie pregresse» .

Infine, la richiesta del Comitato: "Si chiariscano le responsabilità effettive non solo dei singoli, ma anche degli enti e degli organismi dietro a questa vicenda, così simile a tante altre storie drammatiche avvenute nel nostro Paese, e cadute rapidamente nel dimenticatoio".