Muore dopo 4 mesi il giovane albanese travolto dal treno a Sestri Levante: si apre un’inchiesta

Sul registro degli indagati per omicidio colposo il macchinista ed altri due uomini del personale di bordo: da accertare se all'origine dell'incidente vi sia stata una loro responsabilità o solo l'imprudenza del malcapitato

Muore dopo 4 mesi il giovane albanese travolto dal treno a Sestri Levante: si apre un’inchiesta
Sestri - Val Petronio, 03 Febbraio 2018 ore 08:42

È morto ieri all’ospedale San Martino il 29enne albanese rimasto travolto quattro mesi fa da un treno a Sestri Levante: aperto un fascicolo per omicidio colposo.

L’incidente ad Albion Kepedani quattro mesi fa

Albion Kepedani, 29 anni di origini albanesi, era arrivato in Italia ad agosto. Risiedeva ad Imperia, ma la mattina fatale di quattro mesi fa era a Sestri Levante: e lì era stato travolto da un treno in movimento, apparentemente nel tentativo di «prenderlo al volo». Per tutti questi quattro mesi il giovane era rimasto ricoverato all’ospedale San Martino, dove era stato da subito trasportato dall’ambulanza della Croce Verde di Sestri, in condizioni gravissime: troppo gravi per sopravvivere. È morto ieri nella clinica neurologica del nosocomio genovese.

Imprudenza del giovane, o responsabilità del personale?

E dunque ora, come riferisce il Secolo XIX, si apre un fascicolo d’inchiesta con ipotesi di reato per omicidio colposo. Verrà infatti disposta l’autopsia di rito per accertare e formalizzare le cause della morte, e soprattutto per coadiuvare la ricostruzione precisa delle dinamiche che hanno portato al decesso del 29enne. Ad essere indagati sarebbero tre uomini del personale di bordo del treno, fra cui il macchinista. Da quanto ricostruito sinora, quando la loro iscrizione nel registro degli indagati era solo per lesioni, Kepedani avrebbe tentato di salire al volo sul treno che stava partendo dal binario sestrese, diretto a Savona, ed era già in movimento: senza riuscirci, cadendo così fra il convoglio e la pensilina, restando gravemente ferito alla testa. Solo il provvidenziale intervento di un passeggero che aveva prontamente tirato il freno d’emergenza aveva – seppur purtroppo solo provvisoriamente – salvato la vita al ragazzo albanese. Di nulla si sarebbe accorto il macchinista, ma l’ipotesi di responsabilità colposa dipende da dettagli importanti: erano forse ancora aperte le porte del convoglio già in movimento, e per questo Kepedani avrebbe tentato di salire «al volo»? O si erano regolarmente chiuse prima che il treno cominciasse effettivamente a muoversi, e l’uomo vi era rimasto impigliato? Saranno le perizie tecniche ad, auspicabilmente, chiarire la faccenda.

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