Muore cadendo da un ulivo

Ancora da accertare la dinamica, forse ha avuto un malore ed è precipitato

Muore cadendo da un ulivo
02 Ottobre 2017 ore 08:49

Una brutta fine per Giuseppe Mortola, 62 anni. Ha perso la vita mentre lavora a San Rocco di Camogli

La morte di Giuseppe Mortola

Giuseppe Mortola

Un dramma sconvolge Camogli. A San Rocco, e precisamente nella frazione di Mortola, è morto sul colpo Giuseppe Mortola di 62 anni. L’uomo stava lavorando su un ulivo quando è precipitato. La caduta, di cinque metri, non gli ha lasciato scampo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorsi ma per lui non c’è stato niente da fare. Ancora da chiarire la dinamica. Da accertare se Mortola ha avuto un malore prima di precipitare dall’ulivo. Mortola era dirigente nella ditta di navigazione Premuda.

Le parole di cordoglio

“Jose non meritava un dolore così grande”. Anche il Comune di Sori si stringe attorno alla moglie di Giuseppe Mortola, 62 anni, che sabato pomeriggio, 30 settembre, nella frazione di San Rocco di Camogli, nelle sue terre, mentre raccoglieva le olive con amici, è caduto da un ulivo, morendo sul colpo. A sua moglie, dipendente all’anagrafe del Comune di Sori, si rivolge il sindaco Paolo Pezzana, scosso dalla terribile notizia: “Vogliamo molto bene a Jose, persona seria, gentile competente e sempre disponibile. – dice – Non meritava un dolore così”. Da sabato, nonostante la grande riservatezza attorno all’accaduto, si sono susseguiti i messaggi sui social e, in particolar modo, Nicola Ferrazzano, ex presidente della Fondazione italiana sommelier Liguria, che Mortola frequentava assiduamente, ha postato le immagini più significative insieme all’amico ‘Giuseppino’, con l’annuncio di morte esprimendo il profondo dolore per aver perduto una persona tanto cara. Conosciutissimo a San Rocco, sua nonna era una Maccarini. La mamma, invece, era di origine toscana. Persona semplice e amante della vita contadina, un figlio: Francesco, era dirigente della società di navigazione Premuda. Il drammatico incidente sotto gli occhi degli amici che hanno telefonato immediatamente i soccorsi, ma per lui oramai non c’era più niente da fare. È stato trasferito all’obitorio di San Martino per l’esame autoptico anche perché soffriva di cuore: sarà il medico legale, adesso, a stabilire se la colpa sia del ramo spezzato o di un improvviso malore. Tutta la comunità è scossa per l’accaduto e anche nella sua piccola frazione, verso questo ispettore marittimo, il riserbo è grande, come il rispetto e l’affetto che tutti hanno nutrito per lui.

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