Un matrimonio a dir poco da incubo quello in cui si trovava un impiegato 56enne residente nel Levante, alle prese con una moglie che da tempo lo maltrattava e lo narcotizzava, sostanzialmente al fine di accaparrarsi di soldi e beni a suo discapito.
Prelievi con il suo bancomat, vendita del suo telefono cellulare nuovo di zecca: per compiere indisturbata tali azioni la moglie stordiva il coniuge utilizzando un potente sonnifero, somministrandoglielo ad esempio nel cibo.
I sospetti nella vittima sono sopraggiunti quando è stato contattato dalla sua banca per informarlo che la sua carta era rimasta bloccata nello sportello ATM perchè era stato digitato non correttamente il codice PIN. A far emergere ulteriormente l’inganno è stata una lite in famiglia, per la richiesta della donna all’uomo di denaro. Quando lei va in escandescenze, scatta l’intervento delle forze dell’ordine, allertate dalla figlia della donna (figlia avuta da una precedente unione), che aveva anche ripreso con il suo telefonino la chiamata d’emergenza e l’aggressione.
Le testimonianze della vittima, della figlia della donna e anche di alcuni conoscenti, che avevano notato lo stato di malessere in cui era caduto da tempo il 56enne, hanno permesso ai carabinieri di ricostruire la vicenda. Con l’arresto della moglie, e la richiesta della misura cautelare in carcere da parte del pm Fabrizio Givri, l’incubo per il 56enne pare essere svanito.