Natale alle porte: gli ospedali si preparano all’emergenza

Nel Tigullio blocco dei ricoveri programmati sino a gennaio

Natale alle porte: gli ospedali si preparano all’emergenza
Cronaca Chiavari - Lavagna, 16 Dicembre 2018 ore 08:06

Con le festività natalizie arriva anche uno dei periodi più critici dell’anno per la sanità pubblica: non solo dovuto all’aumento dei potenziali pazienti per l’afflusso turistico, ma per una pletora di cause concomitanti. Le sindromi influenzali, innanzi tutto, che in primis negli anziani possono diventare emergenza e che in questo periodo dell’anno la fanno da padrone. Gli incidenti dei più svariati generi, che inevitabilmente aumentano di numero in periodi festivi da “bagordi”: soprattutto, inutile dirlo, a cavallo del Capodanno. E ancora, l’allentamento della quotidiana presenza sul territorio dei medici generici, il che può spingere più persone a rivolgersi ai pronto soccorso anziché alla Guardia Medica anche per problematiche relativamente non urgenti.

Natale, la Regione prepara il piano di emergenza

L’anno scorso il sistema era andato in tilt un po’ ovunque, con lunghe attese, caos nei pronto soccorso, attese interminabili e letti insufficienti. Quest’anno la Regione si è mossa prima preparando un piano di emergenza che prevede l’aumento dei posti letto e il blocco dei ricoveri programmati, rinviati a date meno critiche. Per quanto riguarda il Tigullio e l’ASL4 non è per il momento previsto un aumento sistemico dei posti letto ma, appunto, il blocco dei ricoveri in medicina e la riduzione di quelli in chirurgia, anche attraverso l’impegno, soprattutto nei fine settimana, ad accelerare le dimissioni.

Come sempre, tuttavia, se alle ASL è sacrosanto chiedere preparazione ad affrontare le emergenze, anche ciascun cittadino è chiamato a una certa coscienziosità. È sempre consigliabile, in casi non evidentemente urgenti, di rivolgersi a Guardia Medica e/o ad analoghi presidi sanitari territoriali, che vadano dal proprio medico generico – laddove disponibile – a servizi ambulatoriali offerti dalle pubbliche assistenze. Questo onde evitare di intasare i pronto soccorso per casi ordinari: del resto, ricordate, non c’è nulla da guadagnare a recarsi al pronto soccorso quando non strettamente necessario: non solo se si viene riconosciuti come codice bianco – ossia non urgenza – si è costretti a pagare un ticket giustamente salato, ma è ovviamente prevedibile dover attendere molte ore il proprio turno, ovviamente ultimo secondo le priorità del triage. Naturalmente, nel dubbio, è sempre meglio peccare di precauzione, ma qui deve subentrare il buon senso di ciascuno di noi, a cui la Regione non può in alcun modo sostituirsi.

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