Coronavirus

«Natale, pranzi e cene senza nonni, non possiamo ripetere gli errori di quest’estate»

Le chiusure, secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, stanno funzionando ma andavano fatte prima. Il rischio di una terza ondata in arrivo assieme all'influenza a gennaio

«Natale, pranzi e cene senza nonni, non possiamo ripetere gli errori di quest’estate»
Chiavari - Lavagna, 14 Novembre 2020 ore 10:53

«Sarà un Natale tranquillo, le chiusure non abbatteranno i contagi ma eviteremo il caos e tra un mese si potrà fare qualche giudiziosa riapertura». A dirlo Fabrizio Pregliasco, ricercatore di Virologia all’Università Statale e direttore sanitario del Galeazzi di Milano in una lunga intervista al quotidiano La Stampa dove «cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno perché qualche risultato sta arrivando».

Meglio lasciare i nonni a casa per Natale, solo genitori e figli

A Natale secondo il virologo i contagi saranno diminuiti ma «non dovremo ripetere gli errori estivi» e «ogni contatto rimarrà a rischio» e quindi è meglio «lasciare i nonni a casa. Genitori e figli al massimo» anche per evitare il rischio della terza ondata che secondo il virologo «esiste e bisogna prepararsi anche se non è detto che si verifichi. La strategia del governo di chiusure lente e graduali potrebbe portare dei risultati di un lungo periodo», afferma, ma ammette andavano fatte prima. «A gennaio ci sarà il picco dell’influenza e saremo avvantaggiati se avremo aumentato la capacità di tracciamento, di tamponi e di test veloci come screening nelle scuole e aziende».

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