Via alle riunioni con i cittadini per gli Sprar

A Cogorno non sono mancate le reazioni critiche dei cittadini di fronte alla prospettiva dell'accoglienza: i primi migranti arriveranno a settembre

Via alle riunioni con i cittadini per gli Sprar
Valli ed entroterra, 18 Marzo 2018 ore 14:02

Via alle riunioni con i cittadini di Cogorno per gli Sprar. Entra nella terza fase il progetto portato avanti dall’amministrazione per l’accoglienza dei migranti.

Via alle riunioni con i cittadini per gli Sprar a Cogorno

A Cogorno non sono mancate le polemiche e le reazioni critiche dei cittadini di fronte alla prospettiva dell'accoglienza. Anche per questo si è reso necessario organizzare una serie di incontri informativi, per chiarire lati oscuri, incomprensioni ed agevolare il processo. Ma facciamo un passo indietro.  Cosa è lo Sprar, perché è stato scelto e quali sono le differenze con il Cas?  Lo Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) è una delle due opzioni del sistema di accolgienza in Italia, se i Comuni non scelgono questa possibilità allora potrà essere il Prefetto eventualmente a gestirla attraverso i Cas (Centri di accoglienza straordinaria).

«I Cas sono una prima accoglienza – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali Ines Zaccaronnel corso di una riunione con i cittadini del borgo dei Fieschi – le persone che sbarcano vengono poi inserite nelle strutture gestite dalla Prefettura. I Cas possono non tenere conto delle quote decise, nel 2011 dall’allora ministro Maroni, nell’intesa tra Stato e Regioni». Infatti secondo quanto stabilito all’epoca, anche per sgravare le regioni più “affollate” da migranti, l’accoglienza dei profughi va gestita da tutte le Regioni in una percentuale variabile in base al numero di abitanti. «Con i Cas – ha aggiunto – viene fornito solo vitto e alloggio, senza l’obbligo di realizzare progetti individualizzati per queste persone».

Lo Sprar invece è completamente diverso. A partire dai numeri, infatti la quantità di persone in arrivo è stabilita in base agli abitanti del Comune (mentre con i Cas dal numero e capienza delle strutture che li possono ospitare). «Dello Sprar si fa carico il Comune – ha aggiunto –: da noi arriveranno 24 persone: abbiamo chiesto che siano famiglie e giovani adulti». Attraverso un bando si deciderà chi gestirà l’accoglienza insieme al Comune. E non verranno forniti solo vitto e alloggio, ma veri e propri progetti di integrazione individuali: alfabetizzazione, scuola, mediazione culturale, corsi di formazione e borse di scuola lavoro. «L’obiettivo è renderli autosufficenti», ha spiegato. In questa misura sono inserite persone che hanno già lo status di rifugiati o che lo hanno richiesto e sono in attesa, il progetto dura tre anni e può essere eventualmente ripetuto. «Vogliamo salvagurdare la nostra popolazione, ma anche accogliere nel miglior modo possibile», ha concluso. Alla riunione presente anche il parroco don Maurizio Prandi  che ha detto: «Per me sono fondamentali tre parole: accogliere, sostenere e liberare, perché si tratta di persone che vanno liberate».

I migranti arriveranno a Cogorno a muduli, il primo di 10 persone dopo la prima metà di settembre; saranno ospitati in un appartamento presso la Basilica dei Fieschi, presso il Villaggio e presso la Costa. L’amministrazione ha organizzato una serie di incontri con i cittadini. Lunedì Villaggio, martedì Panesi, mercoledì scuola Rocca, giovedì Monticelli e venerdì Cogorno alto. Appuntamento alle 18,30.