Coronavirus

Nuova stretta in arrivo, probabili nuove chiusure e “zone rosse” localizzate

Atteso già per domani un nuovo DPCM con ulteriori strette per limitare i contagi: ecco il genere di provvedimenti che - per ora - sembrano più probabili

Nuova stretta in arrivo, probabili nuove chiusure e “zone rosse” localizzate
Chiavari - Lavagna, 01 Novembre 2020 ore 11:04

Il Governo sta lavorando al nuovo Dpcm che, con appare ormai molto probabile, potrebbe essere emanato già domani, lunedì 2 novembre. Molte voci parlano di un nuovo lockdown a partire dal prossimo 9 novembre, ma sembra che già da domani avverranno nuove restrizioni per contenere il contagio da Covid che in questi giorni ha mostrato una “curva terrificante”, come ha sottolineato il ministro alla Sanità Speranza.

Probabili chiusure

Tra le strette che potrebbero rientrare già nel Dpcm di domani la riduzione degli orari di apertura dei negozi e la chiusura dei centri commerciali nei weekend.

Nuove zone rosse

È probabile che, per evitare un lockdown generalizzato come a marzo, si prediliga almeno per ora la chiusura mirata delle zone più a rischio, ossia dove l’Rt (Indice di trasmissione) supera l’1,5, per un periodo di due o tre settimane. Non è confermata la chiusura delle regioni ma con più probabilità saranno coinvolte porzioni di territori o province come suggerito dal comitato tecnico scientifico. Tra i capoluoghi più a rischio Milano, Torino e Genova. La Liguria è tra le regioni che superano l’Rt di 1,5 nonostante Toti abbia ieri affermato che la nostra regione sia in anticipo sulle altre per quanto riguarda i contagi, e, dunque, anche un loro presunto rallentamento. Il Governo inserirà nel Dpcm i criteri di valutazione e poi dovranno essere i governatori, d’intesa con il ministro della Salute Roberto Speranza, a stabilire dove e come imporre le restrizioni.

Scuole

Molto alta anche la probabilità dell’estensione al 100% della didattica a distanza per tutte le scuole superiori, forse anche per le terze medie. Il nodo della scuola è uno dei più complicati per una semplice ragione, a prescindere da quanto essa influisca o meno sulla circolazione del contagio: lasciare a casa gli studenti più piccoli, minori di 14 anni, significa nella stragrande maggioranza dei casi costringere a casa anche almeno un genitore per assisterli. Una cosa su larga scala impossibile se non, appunto, in un lockdown generalizzato, dove anche gran parte del mondo del lavoro si ferma costringendo a casa quegli stessi genitori. È anche e soprattutto per questo che anche nelle altre nazioni europee dove si sono in queste settimane attivati lockdown “light” – che appunto non hanno fermato l’industria bensì pressoché solo il settore terziario – le scuole sono rimaste aperte.

Coprifuoco

In queste ore, nel Comitato Tecnico Scientifico, si starebbe anche valutando la possibilità di anticipare il coprifuoco alle 20 o alle 21. In alcune regioni è fissato alle 24 e in altre alle 23. In Liguria al momento è alle 21, ma solo sino a domani sera, a seguito dell’ordinanza regionale entrata in vigore l’altro ieri e volta, principalmente, al controllo di questi giorni a cavallo di Ognissanti e delle festività di Halloween, che si temeva potessero incitare assembramenti serali e notturni, soprattutto fra i più giovani.

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