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Manifestazione

Oggi Pappalardo e i Gilet Arancioni a Genova

Dal Covid che non esiste (oppure esiste ma è causato dal 5G) al "complotto" dei vaccini, il movimento dell'ex generale si prepara a tornare col suo repertorio

Oggi Pappalardo e i Gilet Arancioni a Genova
Cronaca Chiavari - Lavagna, 21 Giugno 2020 ore 09:39

Sono attesi nel pomeriggio i… singolari aderenti al sedicente movimento dei “Gilet Arancioni” a Genova, per un raduno in De Ferrari.

Oggi Pappalardo e i Gilet Arancioni a Genova

Dopo le manifestazioni di fine maggio e inizio giugno, soprattutto a Milano e Roma, in barba a tutte le misure di contenimento del virus (per cui sono stati denunciati), oggi pomeriggio sono attesi in Piazza De Ferrari a Genova i Gilet Arancioni, il movimento che fa capo all’ex generale dei Carabinieri Antonio Pappalardo, già rinviato a giudizio per vilipendio del Capo dello Stato Mattarella (a cui aveva tentato di notificare un delirante “verbale d’arresto” in quanto ritenuto un “usurpatore”). Primo raduno attorno alle 15, poi l’intervento proprio del “generalissimo”, atteso per le 17.

Previsto un po’ tutto il fantasioso repertorio ormai noto del movimento, del resto paragonabile a quello dei precedenti analoghi che Pappalardo ormai da anni cerca di organizzare, dai “Forconi” al “Movimento Liberazione Italia”: il Covid non esiste ed è un complotto, oppure esiste ma è causato dal 5G (perché il bispensiero orwelliano si può persino superare e diventare in perfetto tempo reale), tutto per spingere ai vaccini che conterrebbero le più incredibili e terrificanti componenti, i “microchip per il controllo delle menti” e naturalmente i sempreverdi adagi cari un po’ a tutte le frange più sovraniste dei recenti populismi, come la battuta di monete “sovrane” alternative o complementari all’euro (va detto, a onor del vero, che con analoghi suicidi auspici d’inflazione venezuelana c’è chi è riuscito persino a finire al Governo), l’illegittimità del Presidente della Repubblica e, insomma, un po’ tutto quello che potete trovare nei più oscuri meandri dei social network.

E si sorride, certo, ma è un sorriso che rischia di diventare un ghigno amaro quando si scopre, ad esempio, che secondo uno studio dell’Università Cattolica 4 italiani su 10 pensano di rifiutare il vaccino contro il Covid-19 quando sarà finalmente disponibile. E allora, a sorridere troppo si comincia a temere di fare la fine di Fassino.

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