Leivi

Olio e uliveti, quella del 2020 sarà una raccolta abbondante

Il punto sulla stagione con Alessio Casaretto

Olio e uliveti, quella del 2020 sarà una raccolta abbondante
Valli ed entroterra, 04 Novembre 2020 ore 15:00

Olive, olio e uliveti: una ricchezza per il territorio e una peculiarità da valorizzare. Abbiamo fatto il punto con Alessio Casaretto, titolare di un’azienda agricola, fondatore dell’Alveare del Sole Chiavari Leivi (un portale dove acquistare prodotti locali a chilometro zero) e da poco membro del consiglio di amministrazione della Cooperativa Olivicoltori Sestresi, la più grande della Liguria per numero di soci.

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“Quest’anno la raccolta delle olive è partita un po’ in anticipo – spiega –  negli anni passati c’era la consuetudine di aspettare che maturassero, ora invece sta nascendo la consapevolezza che raccogliere prima magari dà una resa minore, ma un prodotto migliore: le olive sono più sane, più verdi e l’olio è più buono, caratterizzato non solo da un aroma e un profumo più gradevoli, ma anche ricco di polifenoli e clorofilla che rendono l’olio evo un condimento inimitabile, unico e che fa bene alla salute”.

La raccolta 2020 sarà abbondante, escluse le zone colpite dal mal tempo.

“Terre del Solaro, la mia produzione di olio, dovrebbe garantirmi una raccolta di circa 15 quintali su un ettaro di uliveto usato (per il momento) ancora in maniera parziale perché in fase di recupero – aggiunge Casaretto – , che dovrebbero rendere al 15 per cento, quindi poco più di 200 litri di olio”.

La quantità di prodotto finale dipende anche dalla tipologia di spremitura.

“Da quella a freddo si estrae meno prodotto ma più buono – ricorda – , puntare sulla qualità è importante soprattutto per rilanciare il settore, perché significa valorizzare al meglio un prodotto del nostro territorio e dare un futuro al comparto agricolo”.

Quindi c’è un futuro economico reale per l’olivicoltura?

“La mia più grande scommessa è dimostrare che ci possano essere un mercato e uno sviluppo anche a Levante – chiarisce Casaretto – così come accade nel Ponente dove spesso è un vero e proprio mestiere. Perché questo accada, però, bisogna puntare su un prodotto di nicchia, fare cultura, creare una maggiore consapevolezza sulla qualità e far conoscere il mondo dell’olivicoltura con esperienze sul campo e coinvolgendo il turismo come stiamo provando a fare noi a Leivi nelle Terre del Solaro”.

Nel nostro territorio non mancano progetti di promozione. Solo per citare Leivi c’è l’Alveare del Sole Chiavari Leivi, che ha tra gli scopi la volontà di fare quadrato tra i produttori del territorio, e il Premio Leivi in cui convergono il concorso interprovinciale legato all’olio (dop ed extravergine) e quello relativo agli uliveti. Se ci spostiamo da Leivi, possiamo citare Pane e Olio a Sestri.

“Questo significa che c’è fermento e interesse  – conclude – però bisogna valorizzare il comparto, gli chef lo dicono: l’olio ligure è tra i più apprezzati al mondo, quindi bisogna impegnarsi nella promozione di un prodotto sempre più di alta qualità. Stiamo già lavorando a un progetto regionale aggregativo dei produttori di olio dop Riviera Ligure, presto ci saranno delle novità”.

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