La ricostruzione del delitto

Omicidio di Bargagli, arrestato ristoratore di Torriglia

«L’ho trovato, vedrai che adesso non succederà più»: la vittima, in seguito al pestaggio è morta in ospedale dopo oltre un mese di ricovero

Omicidio di Bargagli, arrestato ristoratore di Torriglia
Cronaca Valli ed entroterra, 27 Novembre 2020 ore 16:13

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri di Chiavari hanno arrestato, in esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P presso il Tribunale di Genova, Sergio Schiezzari, 58enne di Torriglia, ristoratore ritenuto responsabile dell’omicidio preterintenzionale pluriaggravato di Giuseppe Carbone, avvenuto in seguito ad una colluttazione avvenuta i primi di ottobre e dopo la quale, dopo oltre un mese di ricovero ospedaliero, il 46enne Carbone ha perduto la vita. L’arrestato, dopo le formalità di rito è stato ristretto agli arresti domiciliari presso il proprio domicilio.

Omicidio di Bargagli, l’aggressione

La colluttazione è avvenuta nei pressi dell’abitazione di Carbone, a Traso in Bargagli, a cui ha assistito un testimone che ha raccontato come la stessa sia durata circa due minuti, nel corso dei quali Carbone non ha opposto alcuna resistenza subendo inerme i colpi di Schiezzari.

Il medico legale all’esito dell’autopsia testualmente scrive: “si ribadisce quindi come sussista nesso di causa tra l’aggressione e il decesso del sig. Carbone, essendo soddisfatti i criteri cronologico (la p.o. ha perso conoscenza immediatamente dopo il trauma), topografico (si sono rilevate gravissime ferite cranio-encefaliche, sede attinta dall’indagato), di idoneità lesiva (le lesioni sono compatibili con un trauma da corpo contundente sferrato a sinistra -regione parieto-temporale e successivo trauma -da altro colpo o caduta a terra -occipitale e temporale destro), di continuità fenomenologica e di esclusione di altre cause.

Il movente

Secondo i militari dell’Arma corrisponde al vero il fatto che Schiezzari (detto “Buccin”) e Carbone avessero avuto delle discussioni dovute a questioni economiche, in particolare per il pagamento di bollette (luce e acqua) di un locale utilizzato da Schiezzari, per tenere “delle gabbie con all’interno i richiami che utilizza per andare a caccia”, e di cui è affittuaria risulta una terza persona della quale Carbone aveva preso le difese, suscitando l’astio di Schiezzari.

Tuttavia ciò che ha scatenato l’ira di Schiezzari è una telefonata della figlia, titolare formale del ristorante “Prie Neigre” di Bargagli, attraverso la quale la donna lo aveva informato che Carbone, la sera del 7 ottobre, si era presentato, palesemente ubriaco, presso il ristorante stesso inveendo contro quest’ultimo (che non era presente), infastidendo i clienti e la cameriera, circostanze peraltro confermate anche dalle dichiarazioni degli altri dipendenti del locale. In conseguenza a ciò Schiezzari le disse che si stava recando a Traso a cercare Carbone “per dargli una lezione”.

Poco dopo il padre richiamava la figlia dicendole “l’ho trovato, vedrai che adesso non succederà più”, ma rassicurandola sul fatto che Carbone era vivo quando lo aveva lasciato, anche se gli aveva dato uno schiaffo così forte da avergli fatto male.

Alla convivente, invece, Schiezzari aveva persino inviato una foto che riproduceva Carbone disteso a terra.

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