tribunale di genova

Omicidio Nada Cella, risarcimenti ai familiari dopo la sentenza

Disposte provvisionali per 185 mila euro complessivi a favore di madre, sorella e zio della vittima. Spese legali a carico degli imputati

Omicidio Nada Cella, risarcimenti ai familiari dopo la sentenza

Dopo quasi trent’anni, ieri, giovedì 15 gennaio, si è chiuso uno dei casi di cronaca nera più noti della Liguria. La Corte d’Assise ha condannato Anna Lucia Cecere per l’omicidio di Nada Cella, uccisa nel 1996 nello studio in cui lavorava a Chiavari. Condanna anche per il commercialista Marco Soracco, ritenuto responsabile di favoreggiamento. La sentenza ha inoltre definito provvisionali e risarcimenti per i familiari della vittima.

I risarcimenti

La Corte ha condannato Anna Lucia Cecere al risarcimento dei danni in favore delle parti civili Silvana Smaniotto, Daniela Cella e Saverio Pelle, rispettivamente madre, sorella e zio di Nada Cella, rinviando la quantificazione a un separato giudizio civile. È stata però disposta una provvisionale immediatamente esecutiva di 100 mila euro per Silvana Smaniotto, 50 mila euro per Daniela Cella e 20 mila euro per Saverio Pelle.

Condanna al risarcimento anche per Marco Soracco, con importi che saranno determinati in sede civile. Nei confronti del commercialista la Corte ha stabilito una provvisionale di 10 mila euro ciascuno per Silvana Smaniotto e Daniela Cella e di 5 mila euro per Saverio Pelle.

I due imputati dovranno inoltre rifondere le spese legali sostenute dalle parti civili per la costituzione di parte civile: 13.208,90 euro per Silvana Smaniotto e 8.970 euro per Daniela Cella e Saverio Pelle, da corrispondere per il 90 per cento da Cecere e per il restante 10 per cento da Soracco.

È stata infine respinta la richiesta di risarcimento avanzata per conto di Andrea ed Eleonora Canevari, nipoti di Nada Cella.