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Omicidio Nada, parla Soracco: "Conoscevo Anna Lucia, scomparve dopo l'omicidio"

Anche Soracco e la madre sono stati iscritti nel registro degli indagati per false dichiarazioni

Omicidio Nada, parla Soracco: "Conoscevo Anna Lucia, scomparve dopo l'omicidio"
Cronaca Chiavari - Lavagna, 05 Novembre 2021 ore 17:36

Iniziano a trapelare le prime dichiarazioni di Marco Soracco, il commercialista al centro dell'attenzione degli inquirenti ormai da 25 anni dopo l'omicidio della sua segretaria Nada Cella avvenuto nel suo studio di via Marsala il 6 maggio 1996.

Le prime dichiarazioni

Dopo la chiusura in un totale riserbo, Soracco, di nuovo indagato insieme alla madre Teresa Bacchioni per false dichiarazioni che avrebbero reso ai Pm nel corso delle indagini, ora ammette:

"Conoscevo in modo superficiale Anna Lucia, era venuta nel mio studio quando io non ero presente ma non era qualificata per il lavoro di segretaria".

Soracco nega di essere stato al corrente di un eventuale interessamento sentimentale della Cecere nei suoi confronti, ma ammette:

"Consegnai io stesso al commissariato i nastri della mia segreteria, in cui una telefonata anonima accusava dell'omicidio una certa Anna. Mi fu detto che Anna Lucia Cecere era stata indagata ma che non era emerso nulla a suo carico".

Nome già all'attenzione dei Pm

Il commercialista dunque lascia trapelare che il sospetto intorno al nome della ragazza di Caserta dovesse essere sorto, al punto di chiedere espressamente alla Polizia maggiori informazioni su un possibile coinvolgimento della donna. Coinvolgimento, all'epoca, negato o perlomeno mai dimostrato dall'autorità giudiziaria.

Soracco spiega di non aver mai più visto né sentito la giovane casertana, che oggi ha 53 anni e vive a Cuneo, dai tempi dell'omicidio: "Spero che si possa arrivare alla verità, dopo ben 25 anni, per me e per la famiglia di Nada".

Famiglia con cui ancora oggi Soracco non ha più rapporti; un numero, quello della madre di Nada, che per qualche ragione il commercialista Soracco non riesce ancora a comporre, dopo venticinque anni dalla vista di quel corpo esanime e straziato riverso sul pavimento dello studio di via Marsala.