Traffico di droga

Operazione “Regalo di Natale”: arresti nel Tigullio a carico di spacciatori marocchini e albanesi

Tre arresti nella notte a Rapallo: è la conclusione di un'operazione durata quasi un anno, partita da un insospettabile pusher e che ha poi portato a numerose denunce

Operazione “Regalo di Natale”: arresti nel Tigullio a carico di spacciatori marocchini e albanesi
Cronaca Rapallo - Santa Margherita, 28 Novembre 2020 ore 13:55

Nata dalla semplice ma attenta osservazione di un soggetto di nazionalità italiana, pregiudicato, che con il proprio comportamento aveva insospettito militari della Stazione dei Carabinieri di Rapallo, l’Operazione denominata “Regalo di Natale” giunge, nelle tre misure di custodia cautelare in carcere eseguite nella tarda notte odierna dai carabinieri rapallesi, coadiuvati dai colleghi di Santa Margherita Ligure, all’atteso epilogo.

Operazione “Regalo di Natale”: arresti nel Levante a carico di spacciatori marocchini e albanesi

Le indagini erano partite ormai un anno fa, nel dicembre 2019, portando subito ad attenzionare un insospettabile cittadino marocchino, dimorante nel territorio rapallese, identificato quale fornitore della sostanza stupefacente trovata in possesso del pregiudicato italiano, all’origine di tutta l’attività investigativa. Successivi accertamenti hanno rapidamente condotto i militari della Stazione di Rapallo all’identificazione di due fratelli marocchini abitanti a Sestri Levante, dei quali uno poi deferito in stato di libertà e l’altro arrestato in flagranza di reato per detenzione, ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti.

L’esame delle relazioni e dei contatti dell’insospettabile pusher ha portato gradualmente all’identificazione di due ulteriori soggetti (uno dei quali noto pregiudicato del posto) – anch’essi provenienti dal Marocco ed irregolari sul territorio nazionale, coinvolti nel medesimo traffico di sostanze stupefacenti (cocaina e hashish) e rivelatisi essere stretti collaboratori del connazionale. Questi, a seguito dei primi arresti effettuati e orfani “temporaneamente” del pusher (momentaneamente ritornato in Marocco), hanno dunque rivolto il loro interesse verso ulteriori fornitori presenti sul mercato, successivamente identificati dai militari, mediante un intenso lavoro di osservazione e pedinamento, in tre individui di origine albanese, anch’essi presenti nel tessuto criminale della città.

Emerge quindi, riepilogano i Carabinieri, una stretta rete di contatti tra i due gruppi etnici, entrambi coinvolti a pieno titolo nell’ambito della gestione del traffico e distribuzione dello stupefacente. Relazioni che, attraverso intercettazioni telefoniche, avevano portato nel mese di marzo 2020 all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei due fratelli marocchini.

Ulteriori indizi, avvalorati anche dai risconti investigativi ottenuti nel corso di diverse perquisizioni domiciliari e personali, hanno portato complessivamente, nel periodo marzo 2020 – ottobre 2020, al deferimento in totale di 8 persone (tutte di nazionalità marocchina e albanese), di cui i tre individui oggi tradotti presso la casa circondariale di Genova costituiscono l’ultimo baluardo della componente marocchina emersa nell’ambito dell’operazione “Regalo di Natale”, nel corso della quale, grazie all’operato dei militari dell’Arma, complessivamente sono state eseguite 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 13 persone sono state deferite per detenzione e traffico di stupefacenti e sono sequestrate somme in contanti per circa 10mila euro, oltre ad un centinaio di grammi fra cocaina ed hashish.

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