Parla l’imprenditore chiavarese nel mirino della Finanza

L'imprenditore Pier Vittorio Podestà replica alle accuse: «Ho aperto il Loft per continuare a vivere dopo Parkinson, aneurisma e tentato suicidio»

Parla l’imprenditore chiavarese nel mirino della Finanza
Cronaca Chiavari - Lavagna, 21 Marzo 2018 ore 12:09
Due strutture ricettive abusive e un bed and breakfast con più camere del dovuto; individuato dalla Guardia di Finanza di Chiavari l’imprenditore Pier Vittorio Podestà che avrebbe evaso redditi per 335 mila euro e I.V.A. per altri 34mila euro.

Le violazioni del b&b e delle due strutture ricettive

Secondo le Fiamme Gialle le violazioni amministrative hanno comportato sanzioni per 7mila euro. Tra le irregolarità, l’impiego di una dipendente assunta con la qualifica di colf e il mancato pagamento del canone Rai “speciale”. La gestione delle strutture era esercitata in forma imprenditoriale, per cui, è stata attribuita la partita I.V.A. Al titolare, è stato avviato alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, il procedimento di applicazione delle misure cautelari sui suoi beni di proprietà delle strutture ricettive. I militari hanno inviato una informativa di reato alla Procura di Genova per violazione alle leggi di pubblica sicurezza. In 4 anni non sono mai stati comunicati alla Questura i dati di oltre mille clienti.

La replica dell’imprenditore delle strutture ricettive

Alle irregolarità, rese note dalle Fiamme Gialle e riportate su tutti i media regionali, l’imprenditore chiavarese ha voluto replicare in esclusiva a Il Nuovo Levante. Si tratta di Pier Vittorio Podestà, titolare del “Loft Garibaldi” di corso Garibaldi a Chiavari.
“Il 9 dicembre 2017 la Guardia di Finanza irrompeva al Loft Garibaldi per eseguire un controllo fiscale. Io mi sono messo immediatamente a disposizione, rispondendo alle domande e consegnando qualsiasi documento che mi venisse richiesto, tra cui il mio software gestionale dove annoto ogni entrata e prenotazione relativa al B&B. Dal 2013 purtroppo sono affetto da Parkinson e nello stesso anno sono stato operato d’urgenza per aneurisma cerebrale. Questa malattia è in grado di alterare in modo rilevante gli aspetti cognitivi e comportamentali, tanto che il 24 aprile 2013 ho tentato il suicidio. Ho aperto questa struttura su consiglio dello psicologo in quanto era vitale per me avere un’occupazione che mi distogliesse il pensiero continuo della malattia”.
“Prima di iniziare l’attività mi sono informato, stante il mio stato di salute, sugli aspetti gestionali particolarmente semplificati del bed and brekfast ed ero convinto di essere in regola pur senza partita Iva. Il 28 febbraio 2018 mi veniva consegnato il PVC, l’atto endoprocedimentale e di nessuna valenza giuridica. Ero e sono talmente costernato e depresso che non sono riuscito a leggerlo completamente. Il mio avvocato mi ha rassicurato, dicendo che l’articolo 12 comma 7 dello Statuto del Contribuente prevede la possibilità di comunicare entro 60 giorni osservazioni e richieste che debbono essere valutate dagli uffici impositori a pena di nullità dell’eventuale futuro accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate”.
“Oggi, con stupore e rammarico, mi sono reso conto di vivere in uno Stato dove anche il più piccolo barlume di civiltà si è spento. Trovo assurdo che i dati presenti in un atto amministrativo interno ed endoprocedimentale, non definitivo, formatosi senza contraddittorio, vengano resi noti”.
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