Passera scopaiola asiatica nell’Oasi dell’Entella

Raro esemplare di Prunella atrogularis a Chiavari, secondo avvistamento in Italia: un'ottima notizia dal punto di vista ambientale, anche se il nome (ed il fatto) scientifico è sicuramente meno... virale

Passera scopaiola asiatica nell’Oasi dell’Entella
Chiavari - Lavagna, 12 Dicembre 2019 ore 14:25

Come l’anno scorso arrivò l’Organetto, un uccellino proveniente dalla Siberia, anche quest’anno l’oasi del fiume Entella si presta al riposo migratorio di un’altra specie, più rara e pregiata: la Passera scopaiola golanera. La notizia sta girando rapidamente in rete, forse più per la facile ironia sulla nomenclatura, ma è a prescindere sicuramente una bella notizia sotto il piano ambientale.

Passera scopaiola asiatica nell’Oasi dell’Entella

A dare la notizia, in un comunicato, è stata la LIPU del Tigullio, che spiega le fondamentali caratteristiche della specie e perché il suo avvistamento sia davvero degno di positiva nota: la  Prunella atrogularis è un passeriforme lungo 14 centimetri che vive nelle zone temperate e subartiche dell’Asia (nella foto, scattata da Daniela Papi). Ha le parti superiori del corpo color marrone scuro striato con petto arancione tenue e il ventre bianco. Il capo è caratterizzato dalla gola nera e dal sopracciglio bianco che risaltano nell’alternaza di bande di piumaggio chiaro e scuro. È un migratore che sverna in India e in altre parti dell’Asia meridionale. Nidifica in fitte foreste di abete rosso, in territori cespugliosi, spesso sulle pendici più elevate dei monti Urali, deponendo dalle tre alle cinque uova. La sua alimentazione è esclusivamente insettivora. Accidentale il suo passaggio in Europa, soprattutto in autunno.

In Italia, quello effettuato in questi giorni sull’Entella è il secondo avvistamento dopo quello fatto in Puglia, a Bari, nel dicembre 2014. In effetti questa specie abitualmente sverna in Afghanistan e in Kazakistan; l’arrivo di un individuo isolato, detto in termine tecnico ‘accidentale’, è un evento occasionale. A differenza di altre specie che hanno abitudinariamente il fiume Entella come tappa di riposo, alcune, invece, ci si possono trovare per caso. Sta di fatto che, abitudinari o occasionali, molti uccelli selvatici trovano in questa piana un ambiente ideale per le loro esigenze. «Merito questo anche di chi cura alcune zone della piana con passione – chiosa la LIPU – mantenendo un ambiente naturale, tranquillo e confortevole, condizioni indispensabili affinché gli animali selvatici vi sostino: lasciare a disposizione acqua fresca e pulita, non sfalciare in primavera e in estate, in modo che le erbe si riproducano spontaneamente, lasciare allo stato selvatico il portamento dei cespugli, sono tutte buone pratiche per favorire un ambiente vitale per questi grandi viaggiatori, rendendo questo habitat anche un pregiato sito di interesse scientifico, non solo luogo di piacevoli passeggiate».

Inutile dire che la buona notizia stia girando in rete veicolata dal nome comune della specie che facilmente si presta a battute goliardiche (per dirne una, dove se non proprio a Chiavari poteva essere avvistata?), ma se un po’ di umorismo popolare facilita la diffusione della conoscenza e sensibilità ambientale, chi siamo noi per opporci?

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