Poca chiarezza sul futuro dell’ospedale di Sestri

"Ancora non c’è stato un incontro istituzionale"

Poca chiarezza sul futuro dell’ospedale di Sestri
Cronaca Sestri - Val Petronio, 11 Novembre 2018 ore 19:08

Il sindaco Valentina Ghio ritorna a parlare della situazione ospedaliera nel territorio. A preoccupare maggiormente il primo cittadino è la poca chiarezza sulla riorganizzazione delle attività chirurgiche all’interno dell’ospedale di Sestri Levante.

“Ad oggi non c’è mai stato un confronto istituzionale specifico sulla riorganizzazione che dia modo al sindaco di spiegare ai cittadini con quali reparti e specificità viene riorganizzato il polo di Sestri – spiega il sindaco – Una situazione che deve chiarirsi in tempi rapidi”.

Il sindaco di Sestri invia una lettera all’assessore Viale

Valentina Ghio ha deciso così di inviare una lettera all’assessore regionale Sonia Viale e all’Asl in cui si chiede conto dello stato del polo ospedaliero di Sestri Levante. Ghio sottolinea come da più di tre anni la situazione in merito alle attività all’interno dell’ospedale non sia chiara. Diversi spazi all’interno del polo risultano vuoti e inutilizzati, come ampi spazi del terzo e del sesto piano. Si richiede da tempo anche un confronto diretto tra Regione ed amministrazione comunale per lavorare insieme sul piano di riorganizzazione del sistema sanitario. Da parte di Regione Liguria infatti ci sono state iniziative di riorganizzazione delle attività, ma finora non vi è stata ancora confronto specifico e presentazione di cosa verrà mantenuto e cosa arriverà a Sestri Levante nell’ambito di tale riorganizzazione.

Nella lettera il sindaco di Sestri Levante scrive:

“Chiedo chiarimenti in merito al destino delle attività esistenti e sulle nuove attività previste per occupare gli spazi vuoti, sottolineando ancora una volta che l’ospedale di Sestri Levante, inserito nel quadro della sanità del territorio, non ha bisogno di soluzioni in più tempi, che lo svuotino senza la chiarezza delle nuove attività, del budget necessario a sostenerle e del cronoprogramma di attuazione. Riteniamo quindi non tutelanti dei cittadini iniziative di riorganizzazione che non siano state condivise con il territorio e che non siano figlie di un progetto chiaro, con risorse definite e tempi certi”.

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