Cronaca
l'anniversario

Ponte Morandi come il Vajont, l'attacco di Rifondazione Comunista

E al processo il sostituto procuratore accusa in aula l'ingegnere di Spea, provocando la protesta delle difese

Ponte Morandi come il Vajont, l'attacco di Rifondazione Comunista
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"A 60 anni dalla tragedia del Vajont è doveroso ricordare le analogie con il crollo del Ponte Morandi.
2.000 persone morirono per responsabilità di una società privata che godeva di protezioni politiche e della copertura dei quotidiani a maggiore diffusione. La strage del Ponte Morandi a Genova non è stata causata dalla cattiva gestione di un'infrastruttura pubblica da parte di una società privata?
Dopo il Vajont fu nazionalizzato il settore energetico. Dagli anni '90 abbiamo privatizzato e mandato in borsa praticamente tutto. Lo Stato e la politica da anni sono tornati al servizio del potere economico.
L'affidamento delle autostrade in concessione ai privati è stato un gigantesco furto ai danni degli italiani. La mancata vigilanza, le regole scritte a favore dei concessionari e la 'buonuscita' di 9,5 miliardi di euro agli azionisti di Atlantia dopo una strage che ha provocato 43 vittime sono pagine indecenti della nostra storia repubblicana.
Nonostante il cambiamento climatico e il moltiplicarsi di 'eventi estremi' si continua sulla strada della cementificazione selvaggia e delle grandi opere lasciando senza manutenzione e cura i territori per poi contare le vittime.": a dirlo è Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, coordinamento nazionale di Unione Popolare.

Il ricordo di Tina Merlin

"A 60 anni dal Vajont bisogna tornare ai principi della giornalista partigiana e comunista Tina Merlin che denunciò in anticipo i rischi subendo un processo e le campagne di una stampa padronale che l'accusava di essere ideologica, per la nazionalizzazione e contro la grande impresa privata - chiede Acerbo -
Le stesse accuse e gli stessi luoghi comuni che furono usati contro noi di Rifondazione Comunista quando ci opponemmo alla scelta sciagurata di privatizzare le autostrade. Le solite critiche che si fanno nei confronti di chi pone l'ambiente, la sicurezza, gli interessi collettivi al di sopra della logica del profitto".

Il processo di Genova

E intanto prosegue nelle aule del tribunale di Genova il processo ai 58 indagati per il disastro del ponte Morandi: ieri i pm Walter Cotugno e Marco Airoldi hanno interrogato l'ingegnere di Spea Emanuele De Angelis che ha riferito come, alle verifiche effettuate risultasse effettivamente una malora mento degli stralli del 20%. "Mi resi conto che nelle verifiche di sicurezza i calcoli non tornavano - ha affermato De Angelis - ma solo perché erano state inserite delle ipotesi cautelative. Togliendole le verifiche erano largamente soddisfatte". A quel punto il sostituto procuratore Cotugno ha sbottato: "Qui sono morte 43 persone per i suoi calcoli", sollevando le accese proteste da parte delle difese.
Il processo continuerà lunedì prossimo; due imputati, alla luce dell'andamento degli interrogatori di queste settimane, stanno valutando se rinunciare all'interrogatorio.

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