Vaccinazioni

Prenotazioni per i disabili, Gianni Pastorino (Linea condivisa): "Il sistema è completamente bloccato"

Il vice presidente della Commissione II e capogruppo di Linea condivisa ha scritto una lettera a Giovanni Toti e al commissario straordinario di A.Li.Sa. sulle difficoltà per i disabili e i loro caregiver

Prenotazioni per i disabili, Gianni Pastorino (Linea condivisa): "Il sistema è completamente bloccato"
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Questa mattina il vice presidente della Commissione II e capogruppo di Linea condivisa Gianni Pastorino ha scritto una lettera al presidente e assessore alla Sanità Giovanni Toti e al commissario straordinario di A.Li.Sa. Francesco Quaglia, sulle difficoltà nella prenotazione dei vaccini per i circa 60 mila disabili e i loro caregiver della Liguria.

Le criticità e gli errori rilevati da Pastorino

" 'Vaccini, lo scatto della Liguria. Prenotazioni per 60 mila disabili', così domenica scorsa intitolava un importante quotidiano genovese. Dovevano infatti partire oggi le prenotazioni, sia per i disabili gravi che per i loro accompagnatori.

Naturalmente il sistema è bloccato e i medici di medicina generale non hanno più la possibilità di prenotare e allora ci chiediamo, e chiediamo al presidente Toti, cosa sta succedendo?

Come Linea condivisa siamo venuti a conoscenza che oltre alle difficoltà oggettive legate all’impossibilità di riservare il proprio vaccino, sembrerebbe esserci anche una contraddizione tra il sistema che prenota la persona disabile e i caregivers che dovrebbero invece essere prenotati, probabilmente, dai medici di medicina generale.

Ancora una volta è l’iniziativa mediatica a vincere su tutto il resto, piuttosto che far funzionare un sistema che, in questo momento, sta facendo acqua da tutte le parti. Naturalmente sono state predilette categorie di persone che non avrebbero dovuto ricevere il vaccino, pensiamo alla notizia dell’ordine dei chimici, a persone che invece, come i disabili gravi e i loro caregivers, o chi per motivi di impossibilità, non può muoversi ed è costretta a stare a casa, in attesa che qualcuno vada a fare loro il vaccino”.

Ecco, di tutte queste categorie non si sa ancora nulla e nella migliore della ipotesi ci vorranno 2/3 mesi per vaccinarli… nella migliore delle ipotesi. Una situazione da caos in cui il presidente Toti cerca, da una parte di minimizzare le difficoltà, dall’altra di nascondere, attraverso proclami, il fatto che non siano state scelte correttamente le priorità e la protezione delle persone più fragili”.

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