Il commento

Presentazione Tunnel Fontanabuona, l'affondo di Andrea Carannante

Il giudizio fortemente negativo sulla riunione in scena ieri, lunedì 3 aprile

Presentazione Tunnel Fontanabuona, l'affondo di Andrea Carannante
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Presentazione progetto Tunnel Fontanabuona in scena ieri, lunedì 3 aprile, a Rapallo, ecco l’affondo di Andrea Carannante, esponente del Comitato No Tunnel

Le dichiarazioni di Carannante

«Lunedì 3 aprile si è consumata una delle peggiori pagine per la nostra città, la convocazione per la presentazione del progetto/scempio di Autostrade si è rivelata presto una passerella di burocrati, politici e tecnici - esordisce Carannante -. I cittadini tenuti fuori controllati a vista da decine di agenti di polizia e carabinieri, dentro i sindaci della Fontanabuona con tanto di esibizione di fascia tricolore, ci mancava solo lo spazio riservato alle majorette. L’unica concessione, l’ingresso nella zona pubblico (non microfonata) di sei rappresentanti del Comitato, zittiti prontamente per lasciare spazio al super stipendiato amministratore delegato di Autostrade per l’Italia».

«Occorre ricordare - prosegue Carannante - che questo progetto/scempio verrà finanziato con i ristori della tragedia del ponte Morandi che causò la morte a 43 persone, oltre 600 sfollati e danni patrimoniali immensi; eppure quando chiediamo garanzie sulla sicurezza, questi sorridono dicendo che è tutto regolare, che loro sanno come si costruiscono le gallerie. Arroganza della politica al punto di occupare la sala del consiglio comunale come se fosse cosa loro, prepotenza nel decidere una selezione alla porta senza criterio democratico. I regnanti della città che dopo essere eletti si credono i proprietari del Comune e padroni del territorio, al punto di svenderlo per una devastazione che per la città di Rapallo sarà irreversibile. Sono i figli della Rapallizzazione, una vergogna assoluta, che ieri sera con grande arroganza hanno deciso di calpestare i diritti più elementari dei cittadini umiliandoli e aprendo una rottura insanabile in città».

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