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Procura chiede fallimento di due società del Gruppo Biancamano, costretto a chiedere l’amministrazione straordinaria

La crisi senza fine del colosso dei rifiuti fino a pochi anni fa leader anche nel Levante, tra Rapallo e Zoagli. 1200 lavoratori con il fiato sospeso. A maggio le dimissioni di Pizzimbone

Procura chiede fallimento di due società del Gruppo Biancamano, costretto a chiedere l’amministrazione straordinaria
Cronaca Rapallo - Santa Margherita, 09 Marzo 2021 ore 16:05

Dopo l’istanza di fallimento presentata dalla Procura di Milano per le controllate Aimeri Ambiente ed Energetikambiente, il Gruppo Biancamano, fino a pochi mesi fa guidato dal suo fondatore Giovanni Battista Pizzimbone e per anni con Aimeri Ambiente gestore  della raccolta rifiuti in alcuni comuni del Levante, tra cui Rapallo e Zoagli, ha depositato  nelle scorse ore al ministero dello Sviluppo economico istanza per l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria e in parallelo il ricorso al Tribunale di Milano per la dichiarazione di insolvenza.

La grave crisi in cui si dibatte il colosso fondato dai Fratelli Pizzimpone

L’amministrazione straordinaria – riporta una nota della stessa Biancamano – è stata considerata come “lo strumento più adeguato per fare fronte all’insolvenza reversibile del gruppo Biancamano, rispetto al quale si ritiene vi siano concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico e finanziario nonché per tutelare maggiormente gli interessi del gruppo, dei lavoratori, dei propri creditori, e di tutti gli stakeholder”.

“La decisione – prosegue la nota – è stata presa a seguito della presentazione da parte della Procura di Milano, delle istanze di fallimento nei confronti di Aimeri Ambiente e Energetikambiente  in ragione  di un supposto stato di insolvenza contestando alle stesse l’incapacità di soddisfare con regolarità le proprie obbligazioni”. Udienza fissata il prossimo 19 marzo. Nel frattempo le azioni di Biancamano sono state sospese dalle contrattazioni a Piazza Affari.

A maggio le dimissioni “per motivi personali” di Giovanni Battista Pizzimbone

Gli ultimi scossoni interno al gruppo si erano registrati nel maggio scorso, quando il presidente e amministratore delegato del Gruppo Biancamano, Giovanni Battista Pizzimbone, si era dimesso ufficialmente per “motivi personali”. Pizzimbone deteneva allora, indirettamente, la maggioranza assoluta, con il  50,294% del capitale sociale, che ora sarebbe ridotta a poco meno del 40%. Al suo posto, nel giugno dello stesso anno era stata nominata amministratore delegato Paola Petrone, dimessasi poco dopo motivando l’uscita con “difformità di vedute con la compagine sociale”.
Il nuovo Consiglio di amministrazione di Biancamano, insediatosi il 10 dicembre scorso (composto da Roberta Neri, Silvia Muzi, Roberto Mazzei – dimessosi il giorno stesso da presidente del collegio sindacale – Cesare Longo e Luca Lo Giudice)  aveva avviato un tentativo di rilancio del gruppo, nell’ottica di una continuità aziendale, provando a soddisfare i creditori e salvaguardare gli oltre 1.200 lavoratori “e non da ultimo alla collettività, stante il servizio pubblico essenziale svolto dal Gruppo Biancamano nel settore della raccolta e gestione dei rifiuti”.

“Difficoltà acuite dalle istanze di fallimento avanzate dalla Procura milanese”

“Il Cda di Biancamano ha rilevato come la sola pendenza delle istanze di fallimento nei confronti di Aimeri Ambiente ed Energeticambiente – prosegue l’informativa del Gruppo –  abbia inciso negativamente sul tentativo di ristrutturazione e rilancio. In tale contesto, pur nell’assoluta convinzione che potessero esserci i presupposti per il risanamento del Gruppo Biancamano, si è ritenuto che non restasse altra soluzione, (per poter superare lo stato d’insolvenza nei tempi compatibili con i procedimenti prefallimentari di cui sopra richiesti), se non quella dell’ammissione del Gruppo Biancamano ad una procedura concorsuale”.
La procedura di amministrazione straordinaria è ritenuta lo strumento che meglio si adatta alla situazione e al primario interesse dei lavoratori e dei creditori, trattandosi di una procedura di gruppo con continuità aziendale. “Tale procedura è lo strumento più adeguato per fare fronte all’insolvenza reversibile del Gruppo Biancamano, rispetto al quale si ritiene vi siano concrete prospettive di recupero – conclude la società – dell’equilibrio economico e finanziario nonché per tutelare maggiormente gli interessi del Gruppo, dei lavoratori, dei propri creditori, e di tutti gli stakeholder. Qualunque altra procedura non avrebbe consentito a Energeticambiente di continuare ad operare sul mercato”.

(Nella foto l’imprenditore savonese Giovanni Battista Pizzimbone nel 2014 protagonista del format tv “Boss in incognito”, allora saldamente alla guida del colosso Biancamano-Aimeri)

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