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Coronavirus

Protesta ristoratori a Genova, Benveduti: «Serve una strategia, basta improvvisazione»

L'assessore regionale allo Sviluppo economico al termine dell’incontro con titolari di bar e ristoranti locali, scesi questa mattina in piazza De Ferrari

Protesta ristoratori a Genova, Benveduti: «Serve una strategia, basta improvvisazione»
Cronaca 07 Gennaio 2021 ore 14:47

«Chi fa impresa non può vivere nella continua improvvisazione e insicurezza. Non è pensabile organizzare il lavoro proprio e dei propri dipendenti, senza sapere se due giorni dopo sarà possibile o meno riaprire. Servono ristori certi e cospicui. Altrimenti si lascino lavorare i ristoratori». Lo dice l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti al termine dell’incontro con titolari di bar e ristoranti locali, scesi questa mattina in piazza De Ferrari.

Protesta ristoratori a Genova, Benveduti: «Serve una strategia, basta improvvisazione»

«Condivido la civile disperazione di questi lavoratori – aggiunge Benveduti – Da tempo, come Regione Liguria, chiediamo chiarezza e una strategia condivisa al governo. I ristoranti sono aziende che devono prevedere una linea di spesa, e non è con questi continui stop and go che possiamo pensare di far ripartire un settore, che già in tempi non sospetti era corso ai ripari adeguandosi alle normative anti-Covid. E invece, nonostante questi sacrifici e senza alcuna evidenza scientifica a tale supporto, li si è etichettati quali fulcro del contagio», continua Benveduti (anche se, ad onor del vero, studi scientifici che individuano nel settore della ristorazione una delle più frequenti fonti di focolai di contagio vi sono eccome, analoghe chiusure sono infatti state imposte in tutto il mondo, anche più severamente che in Italia, e sulla base di tali dati si stanno modulando le misure di contenimento: ad esempio, https://www.nature.com/articles/s41586-020-2923-3).

«Per nostra parte, e in attesa che il governo intervenga finalmente con importanti misure – conclude l’assessore –, provvederemo ad attivare nuove risorse a fondo perduto a compensazione di quelle piccole e piccolissime attività, oggetto delle restrizioni governative, e a supporto della digitalizzazione e dell’adeguamento produttivo delle microimprese».

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