Negli ultimi giorni si sono registrati diversi casi di intossicazione da monossido di carbonio dovuti al malfunzionamento di impianti domestici, con un significativo coinvolgimento dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova e del nosocomio di Lavagna, dove sono confluiti i pazienti prima del trasferimento per le cure specialistiche.
I fatti
Sabato 6 dicembre tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare – una donna di 31 anni, un uomo di 43 e un bambino di 12 – sono state condotte dall’ospedale di Lavagna al San Martino, dove sono state sottoposte immediatamente a trattamento iperbarico. Il bambino è stato successivamente trasferito all’Istituto Gaslini per ulteriori accertamenti; la donna è stata dimessa il 7 dicembre, mentre l’uomo ha potuto lasciare l’ospedale già in giornata dopo la seduta in camera iperbarica.
Martedì 9 dicembre, per un nuovo episodio di inalazione, è arrivato al San Martino un ragazzo di 21 anni, trattato anche lui con terapia iperbarica e poi dimesso con 30 giorni di prognosi. Nello stesso intervento è stato soccorso anche un uomo di 84 anni, attualmente ricoverato in Rianimazione. Entrambi provengono da Rivarolo e sono stati salvati grazie al tempestivo intervento di un rider che ha dato l’allarme.
Nella giornata di ieri, mercoledì 10 dicembre, un ulteriore caso: un uomo di 44 anni è stato ricoverato ed è tuttora in osservazione. La compagna e i due figli, presenti nell’abitazione, sono stati trattati in camera iperbarica al San Martino e successivamente accompagnati al Gaslini per proseguire gli accertamenti pediatrici.
Una serie di episodi che richiama l’attenzione sulla pericolosità del monossido e sull’importanza della manutenzione periodica degli impianti domestici di riscaldamento.