Zoagli

Residenti e turisti riuniti per la passeggiata

La petizione lanciata da Tuteliamo Zoagli

Residenti e turisti riuniti per la passeggiata
Chiavari - Lavagna, 11 Settembre 2020 ore 08:19

“La natura dell’essere umano porta a dimenticare e a giudicare senza sapere o conoscere con certezza”.

Così Roberto Vignale responsabile Area Tecnica del Comune, di fronte alla petizione del gruppo di ambientalisti, supportato da ‘Italia Nostra’, ‘Tuteliamo Zoagli’, che ha raccolto già circa 50 firme tra ‘foresti’ e residenti. Si vuole la sospensione dei lavori della parte finale della passeggiata lato Ponente, detta ‘Dei Naviganti’. Non piacciono i lavori svolti dall’Ufficio tecnico, definiti: ‘orribile muraglione’ e ‘scogli spaccati’.

“Qui la mareggiata ha distrutto 2 piccoli ponti in pietra – scrive il Comitato che ha come referente Elisabetta Maria Panina, residente a Milano, con casa al borgo – che conducevano a una piattaforma, ma invece di ricostruire i ponti che erano molto belli, le maestranze hanno elevato un enorme muraglione in cemento armato che parte dal bagnasciuga. Hanno spaccato scogli millenari e stanno costruendo un collegamento pedonale tutto storto, di valore estetico nullo, che ha coperto completamente parecchie decine di metri quadri di scogliera protetta. La nostra preoccupazione è che in autunno dovranno ripristinare anche la passeggiata di Levante: ci auguriamo fatti con più cura”.

Difende il proprio operato il funzionario:

“Il muro è realizzato con materiali originari della passeggiata stessa – dice Vignale – e sono a difesa della falesia compromessa dalla mareggiata 2018. Le persone hanno dimenticato quelle onde di 14 metri”.

La mareggiata ha tirato via, asportandoli (e sono ancora in mare) 2 grossi massi, l’altro di 10 tonnellate.

“Quando abbiamo ricostruito – prosegue il geometra – si è cercato di ripristinare più possibile come in origine, quel tratto di passeggiata, ma i due archi distrutti dai marosi, erano ancorati a quei due blocchi di falesia E la roccia era oramai disarticolata. Non è stato toccato alcun centimetro di falesia: solo garantita la messa in sicurezza, anche grazie ad un ingegnere. Il sedime è rimasto uguale, così pure le quote”.

I materiali usati sono pietra e malta, già caratteristici della passeggiata, come da costruzione:

“Abbiamo solo messo in opera un’operazione di salvaguardia della falesia – chiude Vignale -: un intervento per ‘placcare’ la roccia ed evitare ulteriori pericolosi distacchi. Le persone non si ricordano cosa ha provocato la mareggiata. Tutto è stato eseguito nel rispetto dei luoghi poiché trattasi di opere manutentive e di ripristino. Non potevamo fare altro che andare avanti centimetro per centimetro, ma l’archetto tanto contestato, senza alcun appoggio, sta solo nei libri di favole”.

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