Residenza protetta Il Castagno, ancora problemi

Stipendi in ritardo fanno fuggire il personale, mentre la cooperativa fatica persino a pagare l'affitto al Comune: a pagare lo scotto del clima di incertezza sono i pazienti

Residenza protetta Il Castagno, ancora problemi
Valli ed entroterra, 25 Marzo 2018 ore 16:31

Sembrano non finire mai i problemi economici nella residenza protetta Il Castagno di Tribogna gestita dalla cooperativa Agorà che recentemente ha effettuato una cessione del ramo d’azienda.

Diversi problemi, a partire dai pagamenti

Al personale operante nella struttura lo stipendio di dicembre e tredicesima è stato pagato soltanto nei giorni scorsi. Lamentele arrivano dai famigliari degli ospiti presenti, poco più di 20, che protestano per il continuo turnover di personale. Un pomeriggio è mancata persino la corrente elettrica, questo ha indotto alcuni parenti a chiamare i carabinieri di Uscio competenti per territorio e il sindaco Marina Garbarino.

Il Comune, a sua volta, è impegnato nell’ottenere dalla cooperativa il pagamento dell’affitto che ammonta a 90mila euro annui, attraverso un piano di rientro stipulato lo scorso anno. Insomma, una situazione difficile che si protrae ormai da troppo tempo e, nonostante le promesse, non accenna a migliorare.

Persino gli ex dipendenti segnalano clamorosi ritardi per quanto riguarda la liquidazione. La cooperativa fatica nel far quadrare il bilancio della residenza protetta. Il mancato e ritardato pagamento degli stipendi, fa sì che il personale, appena ne ha la possibilità, abbandoni Tribogna. Gli ospiti, in buona parte persone molto anziane, hanno pertanto difficoltà ad instaurare quel rapporto di fiducia indispensabile per migliorare la qualità di vita. I parenti pagano le rette, si parla di circa 2mila euro al mese, pertanto a ragione chiedono un servizio adeguato. Disagi infine a seguito di malattia o assenza dei dipendenti che sembrerebbe non siano adeguatamente sostituiti.

La struttura inaugurata a settembre del 2009 sulle ceneri dell’ex scuola elementare, è costata complessivamente oltre 1,2milioni di euro.