Rapallo

“Respinto al triage, morì per Covid”

Dubbi sul decesso di Giorgio Assereto, la moglie sporge denuncia per omicidio colposo e omissione di soccorso

“Respinto al triage, morì per Covid”
Rapallo - Santa Margherita, 14 Novembre 2020 ore 08:56

Rabbia, dolore, ma soprattutto il fermo desiderio che lo stesso drammatico epilogo non si verifichi mai più.

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Sono queste le principali motivazioni alla base della denuncia per omissione di soccorso e omicidio colposo sporta dalla signora Tiziana Capurro a carico di ignoti, per la morte di Giorgio Assereto, il titolare dell’omonima azienda sammargheritese di autonoleggio deceduto il 2 maggio, all’ospedale di Sestri Levante, a seguito di una polmonite bilaterale da Covid 19. Difficile dare una spiegazione logica ai drammatici avvenimenti ricostruita dall’affranta vedova ai Carabinieri della Compagnia di Santa Margherita Ligure. Tutto avrebbe avuto inizio lo scorso 31 marzo, quando il signor Assereto ha manifestato i primi forti malesseri. Da quel momento è un susseguirsi di chiamate al 112 e al 118, senza che tuttavia venisse mai inviato alcun soccorsi al domicilio familiare. Il motivo? Quando gli operatori hanno chiesto alla signora Tiziana se il marito presentasse febbre alta, la risposta è stata negativa.

“Se non ha la febbre, allora non è covid!”.

Eppure qualcosa non va, le condizioni peggiorano, i dolori alla schiena e alle articolazioni si acutizzano, così come la forte tosse secca che da giorni lo assale. Il 2 aprile i coniugi Assereto si recano all’ospedale di Lavagna per una visita dall’otorino. Il medico, dopo una prima anamnesi, avrebbe ipotizzato di trovarsi al cospetto di un potenziale caso covid, e avrebbe così inviato il paziente direttamente alla tenda triage per evitare ulteriori contatti tra il signor Assereto e gli utenti del nosocomio. Ma qui – secondo la denuncia della donna – avviene l’ennesimo fatto increscioso: nonostante le indicazioni giunte pocanzi del medico ospedaliero e nonostante evidenti dolori e difficoltà a stare in piedi autonomamente, il signor Assereto – che ancora non presentava sintomi febbrili – sarebbe stato rispedito a casa. Non solo, secondo quanto ha ricostruito la moglie, gli sarebbe persino stato negato l’uso di una sedia a rotelle con cui avrebbe potuto raggiungere più agevolmente la propria autovettura. Nella notte del 4 aprile, le condizioni del signor Assereto si aggravano ulteriormente. Questa volta i soccorsi arrivano e l’uomo viene condotto in codice rosso all’ospedale di Lavagna e poi trasferito all’ospedale di Sestri Levante. La situazione è grave, il paziente (risultato nel frattempo positivo) è ormai privo di conoscenza e viene prima intubato e poi sottoposto a ventilazione assistita. Un lungo calvario che si concluderà un mese più tardi, il 2 maggio, quando il suo cuore cessò di battere. Fatti su cui la Procura della Repubblica intende far luce al più presto, disponendo l’immediato il sequestro delle cartelle cliniche da parte della Guardia di Finanza. A prescindere dalle problematiche a cui era sottoposto il sistema sanitario in quel periodo “il diritto alla salute, all’essere curati in modo tempestivo è garantito dalla nostra Costituzione – evidenzia l’avvocato Emanuele Quacquaro – Prendiamo favorevolmente atto della celerità con cui si sta muovendo l’Autorità Giudiziaria. A prescindere dall’eventuale attribuzione di responsabilità e dalla ricerca di giustizia, una cosa è chiara: quanto è accaduto non deve ripetersi mai più”.

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