Cronaca

Rio Marsiglia: Bisso indagato, si teme la chiusura

Nel mirino del pubblico ministero Walter Cotugno la discarica consortile e il suo presidente, ecco le ragioni dopo la convocazione dell’assemblea

Rio Marsiglia: Bisso indagato, si teme la chiusura
Cronaca Valli ed entroterra, 28 Aprile 2018 ore 08:36

Massimiliano Bisso  presidente del Consorzio Rio Marsiglia, risulta indagato dal pm Walter Cotugno.

Le analisi merceologiche effettuate evidenzierebbero l'inefficienza dell'impianto e varie inottemperanze alle prescrizioni

La notizia è emersa la settimana scorsa a seguito della convocazione, rigorosamente a porte chiuse, dell’assemblea consortile. E’ stato lo stesso Bisso a comunicarlo ai colleghi. Reati ambientali e appropriazioni indebita le contestazioni mosse all’ex sindaco di Uscio e attuale assessore esterno del Comune di Chiavari. Il primo reato è prettamente legato al funzionamento della discarica e arriva a seguito dei tanti sopralluoghi che Arpal dispone nel corso dell’anno per verificare il corretto rispetto delle prescrizioni che devono essere rispettate.

Tra i vari rilievi il fatto che le verifiche di stabilità inviate dal Consorzio non tengono contro di rifiuti abbancati nel 2016 sui nuovi lotti di coltivazioni. Altre contestazioni riguardano l'impianto di trattamento rifiuti e le valutazioni in merito alle analisi merceologiche che evidenzierebbero l'inefficienza dell'impianto e varie inottemperanze di prescrizioni per le quali è stato avviato un procedimento di diffida.

Il campionamento delle acque ha infine evidenziato la loro opalescenza, tracce di schiuma e  in alcuni periodi un deposito organico sul sedimento di colore nerastro, tutti elementi che mettono in luce un potenziale inquinamento.

La seconda ipotesi di reato arriva a seguito di un provvedimento assunto in merito al Centro rifiuti ingombranti di Cogorno a suo tempo gestito dal Consorzio. Per difendersi Bisso ha dovuto avvalersi di un legale il cui conto è stato poi saldato con i soldi del Consorzio. In questo caso il pm Cotugno ipotizza il reato di appropriazione indebita. Bisognerà ora vedere se i chiarimenti forniti da Bisso saranno sufficienti per convincere la procura a chiedere l’archiviazione. Soprattutto nel primo caso, se dovesse invece ritenere che il reato è ancora in corso, oltre alle implicazioni penali per Bisso, si potrebbe arrivare alla chiusura della discarica. La situazione è quindi complessa e delicata.

Attualmente al Rio Marsiglia conferiscono rifiuti una trentina di Comuni, in buona parte del Tigullio, ivi compresi i 18 soci del Consorzio, una eventuale chiusura provocherebbe maggiori costi destinati a ricadere sulle tasche dei cittadini.