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Rapallo

“Ripensiamo il modo di lavorare e i servizi”

Circa metà dei dipendenti comunali vorrebbe continuare il proprio impiego da casa

“Ripensiamo il modo di lavorare e i servizi”
Cronaca Rapallo - Santa Margherita, 24 Maggio 2020 ore 11:39

“Mentre enti pubblici e imprese private in Liguria riconoscono che il lavoro agile è stata una piacevole sorpresa (con aumento della produttività e maggiore disponibilità e dedizione di tutti i dipendenti), il sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco sembra andare controcorrente “denunciando” il fatto che metà dei dipendenti del suo comune vorrebbe continuare a lavorare in smartworking, magari solo per esigenze personali”.

Inizia così la missiva dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil Libero GianelliMaria Teresa Marras e Paolo Badalini.

“Vorremmo ricordare che la scelta di utilizzare il lavoro agile quale modalità ordinaria di lavoro per il personale pubblico (e non solo) è stata assunta dal Governo e che soltanto le attività essenziali ed indifferibili, indicate dalle diverse amministrazioni, potevano essere svolte di persona. In questo periodo non sembra si siano registrate gravi problematiche, ma l’attività amministrativa è stata garantita grazie a chi sta lavorando da casa con il proprio pc, tablet e smartphone e con la connessione di famiglia. Sono ripresi alcuni cantieri e sono stati erogati nuovi servizi, anche in emergenza, rispondendo a migliaia di richieste di informazioni per i vari aiuti in ambito sociale e non solo – sottolineano i sindacati – Ci creda signor sindaco: anche noi vorremmo che si ritornasse al più presto alla normalità, che però non può e non potrà essere quella di prima. Vorremmo quindi che questo periodo diventasse l’occasione per ripensare ad una riorganizzazione dei servizi ai cittadini più improntata a raggiungere risultati e con più attenzione alle persone, piuttosto che al controllo dell’orario. Il vero lavoro agile, che prevede un’alternanza fra presenza in ufficio e lavoro in remoto salvaguardando la socialità, la necessità del confronto faccia a faccia permettendo la conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e familiare, potrebbe essere uno strumento di aiuto per fare quel salto in avanti che, siamo sicuri, anche lei vorrebbe – concludono – Cogliamo l’occasione per rinnovarle la richiesta di un incontro urgente affinché si possano condividere insieme percorsi e strumenti per la fase 2, così come previsto dai protocolli nazionali per la sicurezza dei, dell’utenza e degli amministratori”.

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