LA PROTESTA

Ristoratori in protesta a Genova, le richieste

Anche una rappresentanza del Tigullio nel capoluogo contro le continue chiusure delle attività

Ristoratori in protesta a Genova, le richieste
Cronaca Chiavari - Lavagna, 16 Febbraio 2021 ore 07:26

“Regole di contenimento del contagio adeguate, tenendo conto che il settore in questione e tutto l’indotto è stato travolto dalla totale o parziale chiusura delle attività”. E’ quanto hanno chiesto ieri lunedì 15 febbraio, i ristoratori in protesta a Genova per le vie cittadine contro le continue chiusure delle loro attività, definite in base alla zonizzazione delle regioni.

Le richieste dei ristoratori

Nel pomeriggio loro i rappresentanti dei ristoratori presenti all’incontro che facevano riferimento alle sigle RistoratoriRiuniti, Fipe-Confcommercio Genova, Associazione Ristoranti Fipe – Confcommercio Genova, Fiepet – Confesercenti, Fic – Federazione Cuochi Genova Tigullio, hanno incontrato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore allo sviluppo economico Andrea Benveduti.

In particolare è stato stigmatizzato il recente provvedimento nazionale che ha bloccato le attività proprio nella giornata di San Valentino con turni di lavoro già organizzati e decine di migliaia di clienti già prenotati e decine di milioni di euro di prodotti alimentari già acquistati. I rappresentanti dei ristoratori hanno inoltre chiesto l’azzeramento dell’IVA sulla somministrazione durante il periodo di crisi e di prorogare il credito di imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione fino al 31 dicembre 2021.

La risposta della Regione

Nel corso dell’incontro il presidente Toti ha reso noto le ultime iniziative di Regione Liguria per cercare di rimandare di poche ore il passaggio in zona arancione della nostra regione per consentire così ai ristoranti di poter tenere aperto la domenica di San Valentino. Secondo il presidente di Regione Toti vi era la possibilità di diversificare i colori per provincia in modo da non penalizzare l’intera regione, visto che l’incidenza maggiore per la Liguria risulta essere la provincia imperiese, oppure anche di far partire l’ordinanza che cambiava il colore della regione la sera della domenica e non il sabato. Richieste a cui il governo ha risposto negativamente generando l’esasperazione delle attività commerciali che oggi hanno deciso di protestare. “Abbiamo anche chiesto in queste ore – ha ribadito Toti – la necessità che alla cabina di regia partecipino anche i ministri che possano valutare l’impatto socio economico delle decisioni, non mettendo in contrapposizione la salute con la sopravvivenza economica delle attività”.

Il presidente e l’assessore si sono detti disponibili a farsi portavoce presso il governo delle loro richieste, in attesa di un nuovo incontro nelle prossime settimane.

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