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Ristorazione, in Liguria penalizzate 13mila attività

Nelle zone critiche è consentita solo la consegna a domicilio o l’asporto, con limitazioni fino alle 18 per i bar, che riducono ulteriormente la sostenibilità economica per giustificare le aperture.

Ristorazione, in Liguria penalizzate 13mila attività
Cronaca Chiavari - Lavagna, 18 Gennaio 2021 ore 16:54

Le misure più restrittive, con ultimo DPCM, colpiscono quasi 8 italiani su 10 (78%) che risiedono nelle regioni in area arancione, tra cui la Liguria, e area rossa. La nuova mappa dei colori della pandemia fa chiudere quasi 13mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi liguri dove è nuovamente stop per l’attività al tavolo, con un drammatico impatto anche sull’intero settore agroalimentare Made in Liguria, su economia ed occupazione.

Nelle zone critiche è consentita solo la consegna a domicilio o l’asporto, con limitazioni fino alle 18 per i bar, che riducono ulteriormente la sostenibilità economica per giustificare le aperture.

“Una situazione – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – che rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani fuori casa, che nel 2020 sono scesi al minimo da almeno un decennio, con un crack per la ristorazione che, a livello nazionale, ha dimezzato il fatturato (-48%). Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione hanno pesanti ripercussioni, a cascata, sull’intera filiera agroalimentare Made in Italy, con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti di qualità, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera ed inoltre, ora più che mai, è importante scegliere di rivolgersi, per i propri acquisti, direttamente alle imprese del territorio o ai mercati di Campagna Amica Liguria dove è sempre possibile trovare prodotti stagionali, a km zero e di qualità, supportando così l’economia del territorio e l’occupazione in questo difficile momento”.

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