Da Santa Margherita alla Namibia, per tutelare gli animali minacciati

Ghepardo e iena bruna le due specie obiettivo del progetto di Clemence Uboldi

Da Santa Margherita alla Namibia, per tutelare gli animali minacciati
27 Settembre 2017 ore 10:36

Un progetto a tutela dei grandi carnivori, protagonista Clemence Uboldi, una giovane biologa di Santa Margherita.

Clemence Uboldi: un progetto “crowdfunded” in Namibia

Clemence Uboldi

Andrà in Namibia per sei mesi, Clemence Uboldi, cittadina di Santa Margherita Ligure e laureata in scienze biologiche all’Università di Reading in Gran Bretagna. Questo per un progetto di conservazione dei grandi carnivori in Namibia che lei stessa ha avviato.

La scelta della Namibia non è casuale o “solo” figlia dello specifico patrimonio faunistico locale, ma anche dovuta al panorama istituzionale favorevole: il paese africano, infatti, è uno dei pochi al mondo che nella propria Costituzione cita esplicitamente la difesa delle specie animali e della flora selvatica. Un sentimento diffuso, questo, in molte nazioni africane che, pur finita l’epoca del colonialismo, ancora si trovano a dover lottare quotidianamente con il bracconaggio e la caccia di frodo foraggiata dal collezionismo e dal mercato occidentale (il pensiero corre subito all’esempio del Kenya ed il suo clima di vera e propria guerriglia – con alle cronache numerose sparatorie e morti – fra bracconieri e guardie forestali), fra cui tuttavia non molte hanno i mezzi sufficienti a tradurlo concretamente in realtà. Pure, in Namibia già si è fatto molto, ad esempio a tutela della giraffa fumosa e del rinoceronte bianco, specie sull’orlo dell’estinzione.

In particolare il numero di esemplari di rinoceronte in Namibia si era ridotto quasi all’estinzione, una tendenza che si è invertita grazie alla istituzione del fondo Save the Rhino Trust (SRT), nato dalla collaborazione tra il governo, le comunità locali e proprio progetti analoghi a quelli della Uboldi. Obiettivo di simili iniziative salvaguardare le specie a rischio, monitorandole ed ostacolando il bracconaggio, il che si riflette anche in benefici per le comunità locali attraverso la conservazione di un patrimonio naturale che può diventare fonte di reddito e ricchezza attraverso il turismo.

Il progetto che Clemence Uboldi vorrebbe realizzare con l’aiuto e il sostegno di scienziati locali concerne il censimento e la conservazione della iena bruna e del ghepardo, anch’esse specie oggi minacciate. Si stima, ad esempio, che vivano in natura fra i 10.000 e i 12.500 esemplari di ghepardo, molti dei quali (circa 2.500) si trovano proprio in Namibia. Allo scopo di finanziare gli acquisti del materiale di ricerca necessario, principalmente l’acquisto di fotocamere per le riprese notturne e la copertura delle spese per gli spostamenti, la giovane sammargheritese ha aderito a una piattaforma partecipativa di crowdfunding dove è possibile fare una donazione: www.crowdfunder.co.uk/carnivore-conservation-in- southern-namibia/

Due ghepardi affrontano una iena bruna contendendosi la preda

Al momento, il progetto ha già ricevuto l’appoggio dell’organizzazione culturale Tigulliana e l’adesione e la sponsorizzazione dell’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino”.

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