Confusione sulle norme

Sconfinamento fra comuni, lecito se fatto a piedi? Scontro fra Lavagna e Chiavari

Opposte interpretazioni del fumoso passaggio del Dpcm: davvero il Governo non intendeva vietare gli spostamenti a piedi, come pensa Mangiante? Oppure sono implicitamente vietati anch'essi, come sostiene Chiavari ed applicato un po' ovunque, ma non si è pensato alle situazioni inusuali come quella delle due città separate solo dall'Entella?

Sconfinamento fra comuni, lecito se fatto a piedi? Scontro fra Lavagna e Chiavari
Chiavari - Lavagna, 22 Novembre 2020 ore 08:41

Opposte le interpretazioni del DPCM da parte delle Amministrazioni – e dunque rispettive polizie locali – tra Lavagna e Chiavari: il tutto a generare confusione per la cittadinanza.

Sconfinamento fra comuni, lecito se fatto a piedi? Scontro fra Lavagna e Chiavari

Il Sindaco di Lavagna Mangiante, infatti, interpreta letteralmente il DPCM, che in materia di spostamenti recita: “È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”. Dunque, ritiene Mangiante, la norma non vieta espressamente l’eventuale spostamento a piedi. Cosa che nel caso di Chiavari e Lavagna, logisticamente parlando lo stesso centro urbano separato solo da un ponte, è perfettamente abituale. Il Sindaco di Lavagna ha dunque annunciato che non verranno praticate sanzioni in questi casi ed, anzi, ha invitato la cittadinanza a contattarlo personalmente se dovessero venire elevate multe a persone a piedi.

Questo però porta a un paradosso: perché a Chiavari invece si interpreta il DPCM nella maniera in cui, obiettivamente, è stato interpretato un po’ ovunque in Italia, ossia come un divieto generico di spostamento fra Comuni, a prescindere dal mezzo utilizzato (o meno). In pratica un chiavarese che attraversasse il ponte per andare a Lavagna, senza giustificati motivi, non rischierebbe multe, ma l’opposto, un lavagnese che va a Chiavari, rischia la sanzione.

Arduo dire chi abbia ragione: alla lettera, l’interpretazione lavagnese del DPCM sembra formalmente corretta. Ma l’applicazione consuetudinaria della norma è stata invece quella seguita da Chiavari, ed anche la consuetudine costituisce precedente. Di interesse in tal senso anche quanto scritto dal Ministero nelle sue FAQ sulle norme anticontagio: nell’analizzare altre casistiche, il Ministero utilizza sempre una forma “assoluta”, come questa: “Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità”. Nessuna menzione dunque dell’utilizzo di mezzi di trasporto o meno. Dimostrazione che l’interpretazione chiavarese è corretta? Forse, ma si potrebbe argomentare una tesi che presupponga sia invece qui ad essere considerato implicito l’uso di mezzi di trasporto in quanto resta ciò che letteralmente è scritto nel Dpcm vero e proprio.

Il Governo intendeva dunque davvero escludere dal divieto gli spostamenti a piedi, oppure, più semplicemente, non si sono previste situazioni inusuali come quella del binomio Lavagna-Chiavari e il divieto è da considerarsi implicito? Non è improbabile la questione possa arrivare sino in Prefettura, affinché venga posta la parola fine ed ufficializzata l’una o l’altra interpretazione.

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