È stata una visita cardiologica specialistica a Rapallo, nel maggio del 2019, a scoperchiare un incredibile caso di malasanità e falso documentale lungo mezzo secolo. Quello che sembrava un controllo per l’aggravarsi di cronici problemi cardiaci si è trasformato nella scoperta di un inganno iniziato nel 1971: un intervento al cuore, certificato sulla cartella clinica del San Martino di Genova, in realtà non era mai avvenuto.
La svolta all’Istituto Cardiologico di Rapallo
La protagonista della vicenda, L.P., oggi 72enne, ha vissuto per 48 anni convinta di essere stata “guarita” da una malformazione congenita. Solo quando le sue condizioni sono diventate critiche, i medici di Rapallo, durante una nuova operazione riparatoria, si sono accorti dell’incredibile verità: il difetto atriale che doveva essere corretto nel 1971 era ancora lì. La cartella clinica dell’epoca era stata, di fatto, truccata.
Sentenza storica: risarcimento record
Il Tribunale Civile di Genova, presieduto dal giudice Pasquale Grasso, ha ora emesso una sentenza esemplare. Alla donna è stato riconosciuto un maxi-risarcimento di 859.892 euro per danni fisici e morali, cifra che con la rivalutazione e gli interessi dovrebbe sfiorare i 2 milioni di euro.
Secondo i periti medico-legali, se l’intervento fosse stato eseguito correttamente nel 1971 — procedura all’epoca ampiamente alla portata dei sanitari — la donna avrebbe avuto una vita normale e in piena salute. Invece, l’attestazione mendace dei medici (oggi tutti defunti) ha portato a decenni di terapie errate e un’invalidità permanente gravissima.
Il nodo legale: la prescrizione
Difesa dall’avvocato Riccardo Bernardini, la paziente è riuscita a superare l’ostacolo della prescrizione. Nonostante i fatti risalgano a oltre cinquant’anni fa, il tribunale ha riconosciuto che il termine decorre dal 2019, anno in cui, grazie agli esami effettuati a Rapallo, la donna ha potuto finalmente conoscere la verità.
A pagare il risarcimento sarà la “Gestione liquidatoria Usl XIII Genova 4”, la struttura che si occupa delle pendenze storiche antecedenti al 1995, sollevando l’attuale amministrazione del Policlinico San Martino da ogni responsabilità diretta.