Sestri, cade rovinosamente dalla bici e accusa un pirata della strada: che non è mai esistito

Un ragazzo sestrese di 23 anni ora si trova nei guai: denunciato dai Carabinieri per simulazione di reato

Sestri, cade rovinosamente dalla bici e accusa un pirata della strada: che non è mai esistito
Sestri - Val Petronio, 07 Febbraio 2020 ore 14:18

Nella serata del 18 gennaio scorso un 23enne di Sestri Levante era stato soccorso in via Fascie da un’ambulanza del 118 a seguito di una caduta dalla bicicletta. La vittima aveva riportato un’importante trauma cranico con alcune fratture. La prognosi era stata di 30 giorni. Ai medici dell’ospedale di Lavagna, dove era stato inizialmente trasportato, il ciclista aveva riferito di essere stato investito da un’autovettura il cui conducente, dopo aver provocato l’incidente, si era allontanato senza prestare soccorso.

Sestri, cade rovinosamente dalla bici e accusa un pirata della strada: che non è mai esistito

I Carabinieri della Compagnia di Sestri Levante, informati dell’incidente, hanno immediatamente avviato l’attività di indagine volta a ricostruire la dinamica dell’accaduto e ad identificare eventuali responsabili. L’ipotesi di reato iniziale è stata quella di lesioni stradali con omissione di soccorso. Sulle prime si è supposta, quindi, l’esistenza di un pirata della strada in circolazione che, dopo aver provocato la caduta del giovane, invece di fermarsi a prestare soccorso, aveva fatto perdere le proprie tracce, sottraendosi alle responsabilità di legge.

Come da prassi i militari hanno chiesto ai sanitari del pronto soccorso che il paziente, essendo stato coinvolto in un incidente stradale mentre stava conducendo un veicolo – sebbene si trattasse solo di una bicicletta – venisse invitato a sottoporsi agli accertamenti tossicologici tesi a verificare l’eventuale assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti. Ma il giovane si è rifiutato di fare gli esami. Nel frattempo gli uomini dell’Arma hanno acquisito le immagini dell’impianto di videosorveglianza comunale dalla cui analisi è emerso che in realtà non si sarebbe trattato di un investimento, ma di una caduta autonoma dalla bicicletta.

Ed è così che la vittima della caduta è stata denunciata in stato di libertà all’autorità giudiziaria sia per essersi rifiutata di sottoporsi agli accertamenti per verificare l’eventuale stato di ebbrezza alcolica mentre si trovava in sella alla sua bicicletta, sia per simulazione di reato, ovvero per aver denunciato falsamente un’omissione di soccorso quando, in realtà, non vi sarebbe stata nessuna collisione, ma solo una semplice caduta autonoma. E, a questo punto, il rifiuto di sottoporsi alle analisi del sangue potrebbe trovare ragione nel tentativo di nascondere una possibile causa della caduta.

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