Chiavari

“Solo nella relazione si costruisce la cura”

"Dalle priorità da affrontare all’emergenza Covid, prima “intervista a caldo” all’ex direttore del Gaslini ora alla guida dell’azienda chiavarese"

“Solo nella relazione si costruisce la cura”
Cronaca Chiavari - Lavagna, 17 Gennaio 2021 ore 10:17

Dal 1° gennaio Paolo Petralia è il nuovo direttore generale dell’Asl 4: un’azienda e un territorio da scoprire nel dettaglio, come ci ha detto a caldo, per un nuovo incarico che intende affrontare “con entusiasmo e disponibilità”.

Asl 4

Petralia, intanto, benvenuto. Quali sono i primi obiettivi che si è posto nell’Asl 4?

“Senza dubbio c’è il desiderio di conoscere e prendere contatto con una realtà piuttosto articolata che non conosco ancora a fondo. Non per ultimo, l’emergenza della pandemia ci costringe ad una risposta puntuale e ad un’assistenza appropriata”

Senza dubbio il momento storico è particolare: che idea si è fatto del coronavirus e come ha vissuto questi mesi?

“Questa pandemia ha trasformato il mondo. Abbiamo imparato – non lo dico io, ma il buono senso – che nulla sarà più come prima e ci ha insegnato che dobbiamo mettere spesso tutto in discussione. Oggi più che mai, inoltre,ci impone flessibilità, a riorganizzarci continuamente in maniera veloce e a saper agire “a distanza”: penso non solo alle teleconferenze, ma anche e soprattutto alle telemedicine. L’emergenza sanitaria non racchiude poi solo storie di sofferenze, ma ha fatto uscire anche tanta solidarietà, lavoro di squadra, la capacità di sostenerci a vicenda. Ho riscoperto un mondo sanitario piuttosto compatto, capace sia di rispondere ai bisogni che di soffrire insieme: a mio parere, è mettere a frutto tutto questo che ci aiuterà nel sconfiggere la pandemia. Il primo giorno dell’anno mi sono recato all’ospedale di Lavagna per portare un saluto, una visita informale, e ho visto un ospedale “sul pezzo” nell’affrontare la pandemia, tra Pronto Soccorso e area Obi Covid. Domenica invece ho vissuto insieme ai vaccinatori una vaccinazione potenziata”.

La speranza ora arriva appunto dai vaccini, a tal proposito che messaggio vuole lanciare? Che programmazione è prevista nel nostro territorio?

“Nella giornata di domenica 3 gennaio si sono svolte 90 vaccinazioni non previste, è importante ed è urgente non sprecare neanche un minuto per dare risposte tempestive, ora è il momento, come da direttive ministeriali, di vaccinare la popolazione ospedaliera, il personale delle pubbliche assistenze e operatori nelle rsa, prima finiremo loro e prima andremo avanti. E’ un impegno importante, fuori dall’ordinario. Ora (lunedì 4 gennaio, ndr) sto andando in Regione per fare il punto sull’andamento e sulla programmazione, si stima di esaurire settimanalmente le dosi che vengono assegnate con una riserva del 30 per cento indicata per completare, dopo tre settimane, il ciclo di vaccinazione. Entro martedì abbiamo contato già 800 vaccinazioni, ne faremo altrettante la settimana prossima e una parte la terremo appunto per il secondo richiamo”.

Lei è stato più di 10 anni al Gaslini, quali sono le “parti” che intende portare con sé in questo nuovo percorso?

“Questa è una bella domanda, perché mi permette di sottolineare due aspetti che mi stanno a cuore, quello del servizio e quello dell’accoglienza: al Gaslini abbiamo sempre detto che ci si prende cura del bambino e della famiglia, l’azienda territoriale Asl 4 si rivolge invece a tutte le età, ma non cambia la dimensione di accoglienza e servizio. C’è di sicuro una maggiore complessità e diversificazione dei bisogni, ma prima ancora del curare resta fondamentale mettere in campo l’umanità delle relazioni, la persona al centro. Solo nella relazione si costruisce la cura, questa è l’esperienza splendida che mi porto dal Gaslini e che costruirò con i cittadini”.

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