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Spese pazze, “tentativi imbarazzanti di far passare spese come missioni”

È quanto scrivono i giudici nelle oltre 700 pagine di motivazioni della sentenza con cui hanno condannato i 19 ex consiglieri regionali della Liguria

Spese pazze, “tentativi imbarazzanti di far passare spese come missioni”
Cronaca Chiavari - Lavagna, 17 Dicembre 2020 ore 07:55

Una gestione “opaca” con modalità confuse dei rimborsi elettorali attraverso documentazione “che nessuno controllava ma che confluiva nei rendiconti annuali”. E’ quanto scrivono i giudici del tribunale di Genova nelle oltre 700 pagine di motivazioni della sentenza con cui hanno condannato i 19 ex consiglieri regionali della Liguria accusati di peculato nell’ambito del processo per le spese pazze in Regione nella legislatura 2005-2010. Tra i condannati i consiglieri eletti nel Levante, Ezio Chiesa (Pd) 17 mesi e dieci giorni, Giacomo Conti (Rifondazione)19 mesi, Gino Garibaldi (Forza Italia) 20 mesi.

È quanto scrivono i giudici nelle oltre 700 pagine di motivazioni della sentenza con cui hanno condannato i 19 ex consiglieri regionali della Liguria

I magistrati sottolineano come le centinaia di “pezze giustificative” contestate non possano essere considerate spese attinenti all’attività politica. Si va dai libri, ai cd dei Pink Floyd o Led Zeppelin, fiori e vestiti, passando per gli alberghi di lusso nelle località sciistiche e trattamenti di bellezza e i videogiochi, oltre che i rimborsi per i viaggi e i taxi usati in città o i parcheggi a pagamento. “I tentativi di fare passare come spese collegate alle iniziative del gruppo consiliare sono risultati vani, oltre che imbarazzanti”, si legge. “In dibattimento si è tentato – sottolineano – di fare rientrare tali spese tra quelle collegate ai lavori del consiglio regionale sulla base degli interessi dei singoli consiglieri particolarmente ‘attenti’ ad argomenti trattati in zone turistiche della montagna francese o italiana… come se lo studio dei lupi del Mercantour o delle costruzioni di Livigno o delle aree verdi di Casei Gerola con la relativa migrazione di uccelli dovessero essere considerate missioni”.

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