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Spremuta e cappuccino 21 euro a Venezia. Cliente furioso: “Un furto!”

Il cliente fatto accomodare al tavolo per le restrizioni dovute al Covid e il conto è triplicato: la difesa dei titolari del bar

Spremuta e cappuccino 21 euro a Venezia. Cliente furioso: “Un furto!”
Cronaca Chiavari - Lavagna, 08 Giugno 2020 ore 15:44

Tra le novità della riapertura di bar e ristoranti, non sono mancati i rincari: complici le nuove norme che favoriscono il consumo di prodotti d’asporto, alcuni ristoratori hanno scelto di addebitare ai clienti il costo di tutti gli “extra” necessari: contenitori, tazze da caffè biodegradabili e posate. I prezzi non sono scesi con la riapertura al pubblico, in molti casi si è trattato di pochi centesimi: non ci si poteva però aspettare che una spremuta e un caffè potessero arrivare alla cifra da capogiro di 21 euro, seppure in una località turistica come Venezia…

 

Il racconto di un residente raccolto dai nostri colleghi di Primavenezia.it

E’ proprio un veneziano a puntare il dito contro l’Illy Caffè all’interno dei Giardini Reali, non molto distante da Piazza San Marco. Il cliente era entrato insieme ad un’altra persona nel noto bar per consumare un cappuccino e una spremuta al banco ma il personale lo ha invitato a raggiungere i tavolini per evitare eventuali assembramenti, come imposto dalla normativa vigente. Tutto in regola, se non fosse per il conto che è stato presentato: 9 euro per un cappuccino e 12 euro per una spremuta. Gli stessi prodotti, consumati al banco, avrebbero avuto un costo di 3 euro per il cappuccino e 6 per la spremuta. Il cliente commenta così: “Se questi sono i prezzi, ci andranno solo i turisti. Nessuno ci ha detto che i prezzi erano triplicati: mai avremmo immaginato di pagare oltre venti euro, un furto!”

La replica dei gestori

“C’è dispiacere per quanto accaduto, episodi simili non devono succedere – spiega la retail director, Alessandra de Gaetano – Forse c’è stato un momento di stress al banco e gli operatori non hanno fornito tutte le informazioni che avrebbero dovuto dare: per il divieto di assembramenti, non possiamo servire al bancone oltre un certo numero di clienti, per il contingentamento. I nostri prezzi sono riportati dai menu e allineati con quelli dei vicini locali della zona. Capiamo che per i veneziani si tratta di cifre non sostenibili e per questo abbiamo attivato una convenzione con i gondolieri per il pranzo e ne stiamo predisponendo un’altra con prezzi agevolati per i frequentatori dei Giardini Reali. Questa in realtà avrebbe già dovuto esser attiva ma l’emergenza sanitaria ci ha costretto alla chiusura e ha rallentato un po’ tutto”.

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