Stamane a Calvari il ricordo delle "Paie"

La commemorazione dell'eccidio nazifascista: le parole di Muzio e la videointervista a Franco Amadori

Stamane a Calvari il ricordo delle "Paie"
Valli ed entroterra, 17 Marzo 2018 ore 13:47

Una mattinata triste e uggiosa per ricordare uno dei più tragici avvenimenti avvenuti in Fontanabuona durante la seconda Guerra Mondiale.

L'eccidio delle Paie

Il 2 marzo del 1945 le sorti del conflitto bellico erano ormai segnate ma, però, non veniva meno la ferocia dei nazifascisti. Stamane, sabato 17 marzo, a ricordare l'eccidio avvenuto nel bosco delle Paie dove persero la vita otto partigiani della brigata Berto, Rinaldo Simonetti detto “Cucciolo”, Dino Bertetta detto “Ancora”, Dino Berisso detto “Sergio”, Domenico Lacopo detto “Scala”, Romeo Nassano detto “Guido”, Sergio Piombelli detto “Fiore”, Quinto Persico detto “Tigre”, Carlo Semide detto “Pippo”, il combattente della brigata Coduri, Cesare Talassano detto “Ce’” e il prigioniero Paolo Motta, nonostante la pioggia, si sono dati appuntamento in tanti.

Presente come sempre Aldo Gastaldi nipote di "Bisagno" considerato a ragione il maggior esponente del movimento di Resistenza italiano operante a Genova ed una delle figure più fulgide della lotta di liberazione. Al sindaco Giovanni Solari il compito di portare il saluto ai presenti, prima della commemorazione ufficiale svolta da Guido Levi del Comitato di Presidenza dell'Istituto Ligure della Resistenza.

In rappresentanza della Regione era presente anche il consigliere Claudio Muzio: «In questa terribile vicenda - ha dichiarato Muzio - meritano di essere sottolineati il coraggio e l’amore per la libertà che hanno animato questi ragazzi provenienti dalle nostre terre, dalle nostre vallate. Un coraggio e un amore - prosegue - dimostrati anche nelle ultime lettere scritte ai genitori e alle persone care e confermati in punto di morte, quando tra il crepitio delle raffiche di mitra s’innalzò il grido di ‘Viva l’Italia’ e ‘Viva Bisagno’, altra grande figura della Resistenza in Liguria, che proprio da molte delle vittime dell’eccidio di Calvari era stato assistito nelle settimane precedenti. Queste persone e queste storie - conclude il consigliere regionale - hanno alimentato e alimentano la nostra cultura della democrazia e della libertà. Con orgoglio Regione Liguria li ha voluti onorare e ricordare».

L'intervista a Franco Amadori, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale