le indagini

Strage di Crans-Montana, martedì 20 gennaio l’autopsia su Emanuele Galeppini

L'obiettivo è stabilire con certezza se il decesso sia stato causato dalle esalazioni di fumo o da un possibile trauma durante la fuga

Strage di Crans-Montana, martedì 20 gennaio l’autopsia su Emanuele Galeppini

Entrano nel vivo le indagini sulla tragica scomparsa di Emanuele Galeppini, il 16enne campione di golf genovese rimasto vittima dell’incendio al lounge-bar Le Constellation a Crans-Montana la notte di Capodanno. Mentre la Procura di Roma procede contro ignoti, a Genova la PM Silvia Saracino ha delineato il cronoprogramma degli accertamenti medico-legali per fare luce su quanto accaduto in Svizzera.

Il calendario degli esami

L’incarico per l’autopsia sarà formalizzato lunedì 19 gennaio al professor Francesco Ventura. Nella stessa giornata il corpo del giovane sarà sottoposto a una TAC per verificare l’eventuale presenza di lesioni da schiacciamento, mentre l’esame autoptico vero e proprio verrà eseguito martedì 20 gennaio.

L’obiettivo è stabilire con certezza se il decesso sia stato causato dalle esalazioni di fumo o da un possibile trauma durante la fuga. Dai primi rilievi, infatti, il corpo del ragazzo risulterebbe integro e privo di ustioni, presentando solo alcune ecchimosi che suggerirebbero un possibile travolgimento nella calca.

I nodi dell’inchiesta e il mistero del ritrovamento

Dagli atti emerge che Emanuele potrebbe essere stato uno dei tre ragazzi ritrovati all’esterno del locale, a differenza della maggior parte delle vittime rinvenute sulle scale interne. Un dettaglio che alimenta i dubbi della famiglia, difesa dall’avvocato Alessandro Vaccaro: il giovane aveva con sé documenti e cellulare, ma non è stato identificato immediatamente nonostante il corpo non fosse martoriato dalle fiamme.

La battaglia legale a Sion

L’avvocato Vaccaro, insieme al collega svizzero Matteo Pedrazzini, si recherà a breve a Sion per esaminare gli atti d’indagine e costituirsi parte civile. La strategia legale punta a chiedere alla procuratrice generale svizzera, Béatrice Pilloud, un’estensione delle responsabilità: sotto la lente non c’è solo l’incendio, ma anche le presunte omissioni nei controlli di sicurezza del locale.

Parallelamente, non si esclude che la Procura di Roma possa iscrivere nel registro degli indagati i titolari del locale per permettere ai loro consulenti di partecipare alle operazioni peritali che si svolgeranno in diverse città italiane.