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Chiavari

Tagliarsi i capelli, una soddisfazione

Ecco tutte le modifiche del negozio di via Vittorio Veneto

Tagliarsi i capelli, una soddisfazione
Cronaca Chiavari - Lavagna, 10 Giugno 2020 ore 09:28

Per tanti andare a tagliarsi i capelli, l’indomani della riapertura, è stato un simbolo della ripresa. E i negozi del settore si sono dovuti adeguare alle nuove normative.

Ripartenza

C’è chi ha fatto anche molto di più in termini di sicurezza per clientela e dipendenti, come Salvatore Cinefra, titolare di cinque negozi tra Chiavari, Rapallo e Santa Margherita Ligure:

“I clienti vengono su appuntamento e appena arrivano all’ingresso facciamo il rilevamento della temperatura, e li invitiamo a lavarsi le mani – racconta -. Se possiede oggetti o una borsa, questi vengono messi dentro un nostro sacchetto usa e getta. Mentre su un quaderno segniamo nome e numero di telefono del cliente, per ricontattarlo telefonicamente in caso di comparsa del virus”.

Entrati nel locale, si vede uno scaffale con decine di spazzole e pettini sanificati, un nebulizzatore che sterilizza l’aria e tra una postazione e l’altra gel e prodotti sanificativi:

“Le superfici vengono igienizzate e sanificate di continuo ed in più, nella sala per il lavaggio dei capelli, abbiamo messo uno scambiatore d’aria. Le postazioni sono sei, distanziate un metro e mezzo l’una dall’altra, ma ne usiamo cinque, nel caso un cliente venga accompagnato o arrivi un cliente in attesa, anche perché gli appuntamenti possono sforare di qualche minuti”.

Indossata la mantellina usa e getta, il cliente va nella postazione per il lavaggio dei capelli che è diventato obbligatorio. Addio, dunque, a frangette, mezzi tagli e tagli d’asciutto:

“Lavoriamo così come dice la procedura. Mentre il cliente torna dal lavaggio e si siede per il taglio, viene sanificato il lavateste in maniera che sia pronto per il prossimo cliente. Dopo il taglio, tra un cliente e l’altro, tutti gli strumenti usati vengono messi in un apposito sterilizzatore. Questa procedura, così come l’80% delle cose che facciamo non sono novità, e facevamo già precedentemente”.

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