Tanasini: «Si deve avere passione per la verità»

Al centro dell'incontro il tema delle fake news e della deontologia giornalistica

Tanasini: «Si deve avere passione per la verità»
Chiavari - Lavagna, 26 Gennaio 2018 ore 11:23

Italo Lunghi direttore di Tele Liguria Sud, ed Elisa Folli giornalista di TWebNews, sono stati premiati da Alberto Tanasini vescovo di Chiavari, per la propria professionalità, attenzione e sensibilità verso il territorio, in occasione della giornata delle comunicazioni sociali.

Lotta alle fake news

"La verità vi farà liberi. Notizie false e giornalismo di pace. La deontologia del giornalista" è stato il titolo dell’incontro che, giovedì 25 gennaio, si è tenuto presso la Curia vescovile, come ogni anno.

Per moderare il momento di riflessione erano presenti don Fausto Brioni, direttore di Telepace e Roberto Pettinaroli, responsabile Edizione Levante Il Secolo XIX. «Le buone notizie hanno a che fare con la coscienza. Questa permette di discernere il bene dal male, ci rende giudici di noi stessi e consapevoli delle nostre parole - sono state le parole del vescovo ai numerosi giornalisti presenti in sala -. Le parole devono essere infatti fonte di luce, limpide e chiare. E perché ciò avvenga si deve avere la passione per la verità. Il dibattito sulle cattive notizie si avvolge su se stesso se non c’è attenzione per il prossimo».

Don Fausto, nel suo intervento, ha citato del parole del Papa: «La comunicazione umana è una modalità essenziale per vivere la comunione. L’essere umano, immagine e somiglianza del Creatore, è capace di esprimere e condividere il vero, il buono, il bello».

Uno dei temi affrontati dal vescovo è stata la deontologia giornalistica, che abbraccia il tema dell’etica giornalistica, ossia della riflessione sul comportamento e sull’agire del professionista. «Parlare di coscienza significa parlare di deontologia. Infatti una coscienza retta propone parole vere» ha concluso il vescovo. Infine, proprio nell’ambito di una riflessione sul tema della verità, Pettinaroli ha ricordato il caso di Giulio Regeni, in qualità di fondatore e membro dell’Associazione “Verità per Giulio Regeni-Il Tigullio non dimentica”.