San Pietro di Novella

Tombe distrutte “senza preavviso”

"Volevo recuperare un cimelio di famiglia prima dell’esumazione, ho trovato solo fango e un numero"

Tombe distrutte “senza preavviso”
Cronaca Rapallo - Santa Margherita, 24 Novembre 2020 ore 10:51

Decine e decine di tombe rase al suolo, senza nemmeno la possibilità di recuperare effetti personali o oggetti di valenza affettiva dalle sepolture dei propri cari.

Il caso

È successo ancora una volta a San Pietro di Novella, più precisamente al campo Olenadro dove il prossimo 19 novembre gli operatori cimiteriali incaricati procederanno all’esumazione delle salme.

“Peccato che le ruspe siano già entrate in azione con largo anticipo – ci racconta Livio Ghisi, che al campo oleandro custodisce i resti del nonno Guido – Nessuna telefonata, nessun avviso. Cartelli? Macché, giusto un messaggio affisso alla bacheca posta all’ingresso secondario del cimitero”.

Eppure “sul perimetro del campo, già dal mese di gennaio 2020, sono stati apposti avvisi informativi per pubblicizzare l’esecuzione delle esumazioni ordinarie dei resti mortali”, così almeno recita la determina con la quale il Comune ha affidato le delicate operazioni ad una società esterna. Così, di persone che abbiano potuto osservare i cartelli coi propri occhi ce ne sono ben poche. Vuoi per la pioggia, vuoi per il vento, o per qualsivoglia ragione, ma anche i pochi fogli cartacei di avviso realmente affissi risultavano pressoché illeggibili.

“Ero andato a trovare il nonno il 2 novembre. Insieme a mio figlio avevamo portato una nuova pianta per il giorno dei defunti. Ci eravamo ripromessi di tornare per asportare alcuni oggetti affettivi, tra cui un cimelio di famiglia: una croce di bronzo che apparteneva al mio bisnonno”.

Tornato in settimana al cimitero, il campo Oleandro sembrava un campo di battaglia. Intere file di tombe distrutte, rase al suolo ben prima della scadenza.

“Ero a conoscenza dell’imminente esumazione solo perché mi ero premurato di inviare un’email all’ufficio comunale preposto ma so di tantissime persone non hanno mai ricevuto alcun avviso», prosegue Ghisi dopo aver condiviso lil suo sconcerto sui social network.

Da ieri, in Comune, sono iniziate le telefonate ai parenti dei defunti, ma per molti di loro le condizioni delle sepolture dei loro cari saranno in condizioni analoghe a quelle di nonno Guido.

“Ora non c è null’altro che fango e un numero identificativo”.

Una vicenda dolorosa, vissuta come una mancanza di rispetto nei confronti dei defunti e dei loro parenti in vita. Non è la prima volta che accade: solo pochi mesi fa, a febbraio 2020, un operaio cimiteriale aveva letteralmente frantumato 31 sepolture travolgendole “accidentalmente” con un escavatore nel corso di operazioni di esumazione. Immediate, allora, le segnalazioni al Comune e ai Carabinieri da parte dei familiari coinvolti. E anche quella volta, di telefonate ai parenti neppure l’ombra:

“Mi aspettavo che almeno, vedendo i nomi riportati sulle tombe distrutte, qualcuno si premurasse di contattare i parenti per spiegare l’accaduto”, ci aveva raccontato allora attonito il parente di uno dei tanti defunti profanati.

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