Luoghi di cultura

“Torniamo a fare spettacolo”, presidio domani a Genova

I lavoratori dello spettacolo della Liguiria richiamano l'attenzione sulla cultura. Chiesta la riapertura, oltre a misure di sostegno economico e riforma del settore

“Torniamo a fare spettacolo”, presidio domani a Genova
Cronaca Chiavari - Lavagna, 22 Febbraio 2021 ore 12:04

A un anno della chiusura dei luoghi della cultura, Fistel Cisl e Uilcom Uil Liguria organizzano  a Genova un presidio di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo. L’appuntamento è domani, martedì 23 febbraio 2021, dalle 10,00 alle 12 in Largo Eros Lanfranco. Parteciperanno anche rappresentanti e lavoratori del Levante ligure.

Ecco le richieste delle organizzazioni sindacali

Le organizzazioni sindacali richiedono per le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo :
-la riapertura in sicurezza dei luoghi della cultura;
-il rinnovo dei contratti nazionali e i protocolli di professionisti e autonomi;
-la salvaguardia della produzione e dell’occupazione;
-il varo di una riforma legislativa dello spettacolo;
-la definizione di piante organiche adeguate e la stabilizzazione dei precari delle fondazioni lirico-sinfoniche;
-ammortizzatori e sostegni fino alla fine dell’emergenza

Fabio Allegretti (Cgil): “Anche in Liguria mondo dello spettacolo in ginocchio”

L’appuntamento genovese è fissato per martedì pomeriggio 23 febbraio in largo Pertini – di fronte al Carlo Felice – a partire dalle ore 17,30 “Anche sul nostro territorio il mondo dello spettacolo è in ginocchio – commenta Fabio Allegretti Segretario Generale Slc Cgil Genova – sull’onda delle prime proteste Regione e Comune avevano aperto un tavolo di confronto che aveva portato alla definizione di una indennità a livello regionale per i lavoratori atipici dello spettacolo. Ad oggi però l’indennità non è ancora stata erogata e il confronto è continuato solamente con il Comune, mentre la Regione nicchia”.
Slc Cgil Genova denuncia come la situazione sia ormai insostenibile per le centinaia di artisti, tecnici e di tutti coloro che compongono questa macchina complessa, dagli atipici ai lavoratori strutturati dei grandi teatri che martedì pomeriggio protesteranno uniti e compatti più che mai.

 

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